Fascia Cervicale

Fascia Cervicale

articolo a cura di:  Dott. Saverio Colonna

La fascia cervicale situata nell’area della gola è crucevia  d’incontro del sistema gastrico, respiratorio, rachide cervicale e ormonale quando non è in equilibrio comunica il suo disequilibrio attraverso divesi segnali: tosse, disfonie, disfagie, faringite, laringite, equilibrio, cervicalgia, difficoltà di masticazione, senso di nodo alla gola, disturbi visivi, vertigini.
L’idea di quest’articolo nasce da una paziente, la sig.ra Gianna, che seguo da diversi anni ed è stata in trattamento da me questa settimana. Il motivo della prima visita che risale a 8 anni fa, è stato delle tremende vertigini in posizione artostatica che limitavano notevolmente la vita sociale della sig.ra Gianna. In anamnesi la paziente riferì di soffrire di questo disturbo da circa un anno, iniziato circa 2 mesi dopo intervendo di linfonoidectomia per linfonodi sospetti a livello sottomandibolare sinistra. Durante l’intervento viene asportato anche parte dell’osso ioide (grande corna di sinistra). Fortunatamente la paziente risolve il problema linfonodale, ma queste vertigini la perseguitano rendendo la vita difficile.

Inizia il pellegrinaggio, per vedere di risolvere il nuovo problema, da diversi specialisti (otorino, fisiatra, neurologo, posturologo).
Durante la visita apprezzai una limitazione del rachide cervicale in estensione, rotazione ed inclinazione sinistra; una notevole retrazione fasciale anteriormente a sinistra del collo sede della cicatrice cutanea (fig. 1), dolorabilità e restrizione del rachide cervicale alto. A ingarbugliare ulteriormente il quadro clinico, la paziente è monoculare per la perdita traumatica dell’occhio sinistra all’età di 5 anni.

fig. 1 – cicatrice per asportazione di linfonodi e parte dell’osso ioide

Il trattamento fasciale del collo, miotensivo del rachide cervicale, del diaframma toracico basso e alto, ATM da i primi risultati già dal primo trattamento. Dopo il terzo trattamento, effettuato a distanziata di 3 settimane dal primo, la sig.ra Gianna, aveva ripreso quasi completamente la sua vita normale, rimanendo solo un senso di apprensione. Attualmente rivedo la paziente con cadenza più o meno annuale per delle cervicalgie che innescano l’ansia di regredire alla condizione di partenza. Il trattamento che eseguo è principalmente il riequilibrio delle fascie del collo.

Ricordo bene che, prima di iniziare i trattamenti, mi andai a ri studiare l’anatomia fasciale della regione che all’epoca non mi era molto chiara. Ripensando al periodo mi è venuta l’idea di fare quest’articolo nella speranza che possa essere di aiuto per chiarire meglio l’anatomia delle fasce del collo.
Una delle prime difficoltà che si può riscontrare è la nomenclatura dei differenti strati fasciali. Infatti come fanno notare alcuni Autori (Natale et. Al. 2015) in letteratura è quasi impossibile trovare due pubblicazioni che riportano la stessa descrizione della fascia cervicale. Ma questo è un annoso problema ache si trascina dagli scritti di Malgaigne del 1834.

Per gli anglosassoni esiste una fascia cervicale superficiale e una profonda, di qui quest’ultima si suddivide a sua volta in una superficiale (investing) una media (pretracheal o infrahyoid) e un profonda (prevertebral) (Guideraet al 2012). Nelle classificazione dei testi in lingua Italian come riportato dal Testut e Latarjet (1948) abbiamo che la fascia più esterna viene definita fascia superficiale del collo o tela sub cutanea. Tale fascia ricca di tessuto adiposo e situata tra due strati del sottocutaneo e avvolge il muscolo platisma. Più profondamente abbiamo la Fascia Cervicale vera e propria.
La fascia cervicale presenta tre strati: uno superficiale (esterno), uno medio e uno profondo (interno) (fig. 2) .

fig. 2 – descrizione delle fasce cervicali in una sezione assiale del collo a livello di C7

fig. 2 – descrizione delle fasce cervicali su una sezione sagittale del collo

La fascia cervicale superficiale  (fig. 3a, 3b, 3c) dalla linea mediana, dove si presenta ispessita nella linea alba cervicale, si porta lateralmente, sdoppiandosi per avvolgere i muscoli sternocleidomastoidei. Al di dietro di questi si ricostituisce in un unico foglietto che, attraversata la regione sopraclavicolare, si sdoppia nuovamente per avvolgere il muscolo trapezio e fissarsi quindi in corrispondenza della linea di origine di quest’ultimo. Per alcuni Autori la FCS non è presente tra lo SCOM e il trapezio (Zhang e Lee 2002).
Il margine superiore della fascia, seguito dall’interno all’esterno, si fissa al margine inferiore del corpo della mandibola, continua nelle fasce masseterina e parotidea e, posteriormente, prende attacco alla faccia esterna del processo mastoideo, alla linea nucale superiore e alla protuberanza occipitale esterna.
Il margine inferiore si connette all’incisura giugulare dello sterno, al margine anteriore della clavicola, al margine laterale dell’acromion e al margine posteriore della spina della scapola, dalla quale passa sulla faccia posteriore del muscolo trapezio.

fig. 3a – fascia superficiale visione anteriore

fig. 3b – fascia superficiale visione laterale

fig. 3c – fascia superficiale visione posteriore

La superficie esterna della fascia è in rapporto con lo strato sottocutaneo; quella interna corrisponde, fino a livello dei muscoli omoioidei, alla faccia esterna della fascia cervicale media e aderisce al corpo dell’osso ioide; lateralmente ai muscoli omoioidei essa è in rapporto con i muscoli scaleni. La fascia cervicale superficiale può dunque considerarsi come un piano di clivaggio teso tra i due muscoli sternocleidomastoidei.
Tra le fasce cervicali superficiale e media si trova la loggia interfasciale anteriore che contiene i muscoli sotto ioidei. Questa loggia risulta chiusa inferiormente, a livello dell’incisura giugulare dello sterno.

La fascia cervicale media o infra iodea è una lamina triangolare a base inferiore e apice superiore tronco (fig. 4) . È tesa trasversalmente tra i due muscoli omoioidei e verticalmente tra l’osso ioide in alto, lo sterno e le ossa del cingolo toracico in basso. Il suo margine inferiore va dal manubrio dello sterno fino alle origini dei ventri inferiori dei muscoli omoioidei; questo margine invia prolungamenti nel mediastino anteriore che terminano sui tronchi venosi brachiocefalici e sul pericardio e, più lateralmente, dove la fascia si fissa al margine posteriore della clavicola, sulle pareti delle vene succlavia e giugulare interna.
Lateralmente, la fascia cervicale media termina avvolgendo i due muscoli omoioidei. La superficie esterna della fascia corrisponde alla fascia cervicale superficiale; la superficie interna si mette in rapporto con la ghiandola tiroide, con la laringe, con la trachea e con il fascio vascolo-nervoso del collo.
La fascia cervicale media si estende al mediastino anteriore.
Tra le fasce cervicali superficiale e media si trova la loggia interfasciale anteriore che contiene i muscoli sotto ioidei. Questa loggia risulta chiusa inferiormente, a livello dell’incisura giugulare dello sterno.

fig. 4 – fascia media visione anteriore

fig. 4b – fascia media e profonda visione laterale

fig. 5 – fascia profonda visione posteriore

La fascia cervicale profonda (fig. 5) si pone sui muscoli prevertebrali e sui corpi delle vertebre cervicali e prime toraciche. Ha forma quadrilatera e presenta perciò quattro margini e due facce. Il margine superiore si fissa alla parte basilare dell’osso occipitale; il margine inferiore si perde nel connettivo del mediastino posteriore; i margini laterali si fissano ai tubercoli anteriori dei processi trasversi delle vertebre cervicali, dove la fascia continua con le aponeurosi che avvolgono i muscoli scaleni. La faccia posteriore, oltre che con i muscoli prevertebrali e le vertebre, è in rapporto con la faringe, l’esofago e il fascio vascolo-nervoso del collo.

Tra le fasce cervicali media e profonda si trova la loggia interfasciale posteriore in cui sono accolti la ghiandola tiroide, la laringe, la trachea, la faringe, l’esofago, le arterie carotidi, la vena giugulare interna e il nervo vago. Questa loggia, inferiormente, prosegue nel mediastino e per Romiti (1892) alcune espansioni raggiungono il pericardio e l’ileo polmonare fino ad arrivare al centro tendineo del diaframma toracico.

La fascia carotidea è una struttura laminare pari che racchiude vasi e nervi, organizzata in colonne che vanno dalla base del cranio al mediastino toracico( fig. 6). E’ formata dal contributo della fascia media e profonda e superficiale cervicale. Contiene all’interno l’arteria carotide commune, la vena giugulare interna, nervo vago e i linfonodi cervicali (fig. 2).

fig. 6 – fascia carotidea (da Stecco e Stecco 2014)

Bibliografia

Guidera AK, Dawes PJD, Stringer MD (2012) Cervical fascia: a terminological pain in the neck. ANZ J Surg 82:786–791

Malgaigne J-F (1834) Manuel de mede´cine ope´ratoire fonde´e sur l’anatomie normale et l’anatomie pathologique. Dumont, Bruxelles

Natale G, Condino S, Stecco A, Soldani P, Belmonte MM, GesiM: Is the cervical fascia an anatomical proteus? Surg Radiol Anat. 2015 Nov;37(9):1119-27. doi: 10.1007/s00276-015-1480-1

Romiti G (1892) Trattato di anatomia dell’uomo: manuale per medici e studenti. F. Vallardi, Milano

Stecco L, Stecco A: Manipolazione fasciale per le disfunzioni interne. Parte pratica. Piccin Padova 2014.

Testut L, Latarjet A (1948) Traite´ d’Anatomie Humaine, vol 1, 9th edn. Doin & C.ie, Paris

Zhang M, Lee AS (2002) The investing layer of the deep cervical fascia does not exist between the sternocleidomastoid and trapezius muscles. Otolaryngol Head Neck Surg 127:452–454