OSTEOPATIA E GOLF | OSCE - Osteopathic Spine Center Education

OSTEOPATIA E GOLF

OSTEOPATIA E GOLF

STUDIO E VALUTAZIONE DISFUNZIONALE NELLA PRATICA AGONISTICA

a cura:  Alessandro Maniero e Andrea Borgonovo

Dal 2013 siamo i referenti dell’area riabilitativa della Federgolf Liguria e del Circolo Golf e Tennis Rapallo. Abbiamo avviato uno studio di tre anni nel mondo del golf giovanile atto ad individuare, in età scolare, le disfunzioni muscolo-scheletriche e posturali, causate dalla pratica agonistica di questo sport.
Il nostro lavoro è finalizzato alla corretta crescita strutturale dell’atleta, che non può concretizzarsi se non attrverso il dialogo tra le varie figure di riferimento del giovane: il medico, il maestro, ed i genitori; pertanto, le conclusioni di tale studio, in generale o singolarmente considerate, possono essere inserite in un programma di prevenzione o recupero,solo se opportunamente veicolate.
Tuttavia, prima di portare alla vostra conoscenza i dati dei test, focalizzati in particolare sull’analisi dei tre muscoli – a parer nostro- più significativi , vorremmo approfondire alcuni aspetti legati alla pratica del golf ,in particolare a livello infortunistico/traumatico.
Trattasi di tematiche, in Italia, troppo spesso ignorate.

INTRODUZIONE

È facile individuare come ,nel corso di una partita di calcio, un giocatore , che ha subito un intervento violento dall’avversario, possa soffrire di un trauma muscolare, mentre lo è tutt’altro nell’ambito di una gara di golf ,dove lo scarso coinvolgimento aerobico spesso trae in inganno atleti e specialisti; ma trattandosi di uno degli sport più seguiti e diffusi nel mondo, è giunto il momento di schiarirsi le idee in materia di infortuni in ambito golfisti. In particolare, la ripetizione di movimenti e posture fortemente innaturali sin dalla prima infanzia sono cause non sempre scontate di problemi che addirittura potrebbero un domani obbligare l’atleta al fermo. Nello sport giovanile, garantire e sviluppare la capacità di carico dei fanciulli e degli adolescenti sottoposti ad un allenamento, senza trascurare eventuali carenze innate o acquisite di tale capacità, rappresenta un compito essenziale.

La letteratura scientifica riguardante gli infortuni e le patologie dei golfisti ha avuto un incremento significativo negli ultimi anni. Gli studi epidemiologici evidenziano che gli infortuni più rilevanti sono soprattutto di carattere osteo-articolari, di origine macro e micro traumatica.
Un recente studio australiano pubblicato su The American Journal of Sports Medicine ha suggerito che durante un periodo di 1 anno [5]:
– il 16% degli amateur (i giocatori non professionisti) è a rischio di soffrire di una lesione.
E’ stato stimato che il golfista medio gioca circa 37 partite di golf all’anno e altrettanti giorni di pratica. Inoltre, poiché la pratica del golf consiste in un gesto asimmetrico e ripetitivo, non sorprende quindi che molte lesioni riscontrate dai golfisti siano dovute a logoramento a seguito di ”utilizzo” ripetuto. Questo si verifica specialmente se vi sono modelli di compensazione in corso durante lo swing.

Colonna lombare:

La colonna lombare è la zona del corpo maggiormente colpita da infortuni sia nel professionista (24-52% delle lesioni) che nell’amateur (36% delle lesioni).[2]
Lo swing moderno crea potenza attraverso un’ accentuata torsione tra le spalle ed i muscoli della schiena , grazie ad una marcata resistenza delle anche alla rotazione. Il gesto tecnico utilizza una grande rotazione delle spalle ma una minima rotazione delle anche in modo da ottenere una potente torsione tra le spalle e i muscoli della schiena.
Inoltre durante l’esecuzione dello swing:
• aumenta l’inclinazione laterale tra i corpi vertebrali,la compressione,e le forze di torsione a livello di L3-L4-L5;
• vi è un incremento dell’attività dei muscoli paraspigoli;
• ci deve essere una sincronizzazione perfetta tra la contrazione di un muscolo e il simultaneo rilassamento del suo muscolo antagonista.
La mancata sincronizzazione durante questa operazione può portare a danni muscolari, articolari e tendinei.

Esistono tuttavia differenze tra il giocatore professionista ed amatoriale, e sulle cause d’infortunio che interessano l’uno o l’altro. Il giocatore professionista, a causa di un’ ossessiva ripetitività del medesimo gesto è sottoposto ad un grande stress meccanico ,che può degenerare in traumi da “uso eccessivo o overuse“. Di contro, lo sportivo amatoriale è spesso vittima di una serie di comportamenti e posture scorrette, nella maggior parte dei casi, derivate da mancanze fisiche e tecniche.
Bisogna tener a mente però che la causa originale del dolore non è sempre legata ad una disfunzione della zona lombare. Frequentemente, movimenti anormali o forze provenienti dalle aree adiacenti o distanti del corpo costringono la porzione lombare della schiena ad effettuare un lavoro eccessivo finché non si arriva ad un punto di rottura; nella nostra esperienza, tale problematica si riconduce alla mancanza di mobilità di caviglie, fianchi, ed in particolare della porzione dorsale della colonna vertebrale e nelle spalle di molti golfisti.[2-7-8-9]

Sfortunatamente, piuttosto che ricorrere a cure preventive, la maggior parte dei golfisti continua a giocare finché non si fa male. Nel momento in cui, invece, il dolore diventa insopportabile, questi ricorrono a dei semplici farmaci per alleviare il dolore. Queste “cure” potrebbero infatti procurare un sollievo momentaneo, ma un approccio farmacologico è solo superficiale ed equivale a disinserire un allarme antincendio perché il rumore è fastidioso.
Alla lunga potrebbe compromettere la possibilità di giocare a golf e, causare ulteriori danni al corpo, perché il problema di fondo non è stato affrontato. E’ proprio per questa ragione abbiamo introdotto l’utilizzo della Terapia d’Inversione Metodo Maniero nella pratica quotidiana dei giocatori di golf, riscontrando notevoli risultati in termini di [15-16-17]:

Spalla

Spesso sede di lesione tra i golfisti professionisti, con una prevalenza per la spalla dominante (la sinistra nei destrimani) che si verifica fino al 75 per cento dei casi.[3] L’anatomia e biomeccanica coinvolte nel funzionamento della spalla sono così intricate che numerosi fattori possono portare ad una disfunzione, incluse una grande adduzione della spalla sinistra e un’extra rotazione della spalla destra nel backswing di un destrimane. Nel follow-through, vi è un ampio grado di rotazione esterna e abduzione orizzontale, e un’adduzione per la spalla sinistra. Di conseguenza una pratica eccessiva può produrre problemi all’articolazione.[10]

Polso

Il polso è un’articolazione soggetta frequentemente ad infortuni: durante il movimento infatti si trova a fare da ponte tra il corpo ed il bastone, creando una grande escursione articolare ed un enorme stress a questo livello.
L’impatto con un oggetto diverso dalla palla è la più logica quanto frequente causa di traumi: il danno è il risultato di un’improvvisa variazione
del carico applicata al bastone e successivamente al corpo del giocatore, con possibile rottura dei tessuti della mano e del polso.
Negli amateur spesso accade di colpire la palla in maniera “pesante” (ciò accade quando viene

colpito prima il terreno della palla) includendo il suolo , radice di un albero , una roccia sepolta , o il tappetino del driving range ; al contrario, nei professionisti questo genere di lesione avviene in maniera leggermente diversa. In molti tornei, specialmente in quelli giocati nei percorsi denominati.
“Links”, l’erba risulta esser molto alta e spessa. Il contatto con questa provoca una potente decelerazione della testa del bastone causando una lesione.
Lesioni da overuse del polso, come ad esempio le tendiniti,sono anch’esse molto comuni e dovute principalmente ai movimenti ripetitivi del gesto tecnico [1-6].

Anca
Anche se la maggior parte dei giocatori di golf sanno che per ottenere uno swing corretto è fondamentale avere una buona mobilità a livello delle anche,del bacino e del tronco, la maggior parte di essi non applica né la forza né il movimento adeguato dei fianchi. Questa mancanza di movimento e di forza non porta solamente ad avere uno swing tecnicamente inefficiente ma distribuisce le forze al corpo(in particolare alla colonna lombare e al ginocchio) in maniera scorretta. Il corpo cercherà quindi di risolvere questo problema attuando una serie di compensi fino ad arrivare ad un disturbo funzionale persistente. Il dolore nella zona dell’articolazione coxofemorale renderà quasi impossibile compiere un corretto movimento [3].

Gomito
Quando si pensa al gomito nel golf, pensiamo automaticamente di gomito del golfista. Suona logico, giusto? Beh, in effetti l’infortunio al gomito più comune nel golf è il gomito del tennista ( con un rapporto di 5:1) [3]! Impugnare il bastone troppo stretto durante l’oscillazione o alterare l’impugnatura può comportare modifiche alla quantità di forza generata dalla muscolatura dell’avambraccio. questo eccesso di forza può sovraccaricare il tessuto e provocare una disfunzione a livello del gomito [6].

Verificata questa poderosa incidenza in merito a traumi e lesioni, è diventato per noi fondamentale fare un lavoro mirato all’educazione e alla prevenzione rivolto ai giocatori agonisti più giovani.
Queste premesse hanno animato in noi la volontà di concretizzare sia dal punto di vista scientifico che relazionale una collaborazione tra atleta e terapista.
Nel 2013 all’interno del Circolo Golf e Tennis Rapallo nasce il “Progetto giovani”, che nel 2014 si estende anche alla Federazione Golf Liguria.

Scopo del lavoro: Lo scopo di questo progetto non è soltanto quello di andare a lavorare su una lesione conclamata ma di andare a prevenire l’insorgenza di queste andiamo a trattare la disfunzione osteopatica all’origine, prima che degeneri in una serie di compensazione dannose per il corpo e per lo swing.
Materiali e Metodi: Sono stati presi in esame 150 ragazzi di ambo i sessi facenti parte dell’attività giovanile agonistica del circolo in età compresa tra gli 8 e i 18 anni.
60 sono stati testati nell’arco dei 3 anni, 30 per 2 anni, 60 per 1 solo anno.
Tutti i soggetti sono stati valutati in due diversi momenti dell’anno: a febbraio e a novembre, cioè all’inizio e alla fine della stagione golfistica.
A partire dall’analisi biomeccanica dello swing siamo andati a testare i muscoli che risultano,nell’esecuzione,maggiormente coinvolti. Queste conclusioni sono state riassunte in una scheda valutativa che prevede l’analisi di:

Conclusioni

Perché è importante andare a fare una valutazione / trattamento preventivo? In risposta ad un fattore limitante, il corpo organizza una risposta che gli permette di adattarsi a questo nuovo evento. Esso cerca di compensare attraverso varie strategie: riequilibrio della struttura (reazione meccanica modificando la tensione muscolare o la mobilità articolare) e / o modificazione delle proprie funzioni (risposta fisiologica a livello degli organi). Questo è un fenomeno normale, che inizialmente è reversibile, se la disfunzione (o blocco) cessa o se non è stata troppo violenta. Il corpo possiede i propri meccanismi di regolazione, per questo la restrizione di mobilità può risolversi naturalmente senza l’intervento esterno dell’osteopata. In questo caso la struttura coinvolta ritrova la sua piena funzione e la totale mobilità. Gli adattamenti del corpo cominciano essenzialmente reclutando i muscoli perché è un modello di adattamento molto rapido e facilmente modulabile. Inoltre il muscolo è un grande consumatore di energia. L’organismo allora cercherà di trovare un’altra soluzione che permetterà al corpo di attingere meno alle proprie risorse. Per fare questo il corpo ripartirà il lavoro su diverse zone. E’ per questo che la persona percepirà come se il dolore si fosse spostato. In realtà questo è lo stesso fenomeno che sta evolvendo, ma la causa è la stessa.
Quando questi meccanismi sono insufficienti, e non riescono a regolare la disfunzione, il corpo si scompensa gradualmente, creando un disturbo funzionale persistente.
Da questa premessa si apre l’importante capitolo della prevenzione, che deve concretizzarsi in un rapporto costante e precoce con le famiglie in modo che l’atleta sia seguito sin dalla giovane età.
Così come si va dal dentista, sarebbe fondamentale un controllo periodico per verificare che la crescita fisica ed atletica del ragazzo stia avvenendo in maniera armonica e non all’insegna di disfunzioni radicate che saranno poi difficili da sanare in età adulta.

BIBLIOGRAFIA

– [1] Gosheger G, Liem D, Ludwig K, Greshake O, Winkelmann W: Injuries and overuse syndromes in golf. Am J Sp Med 2003, 31:438-443.

– [2] McCarroll JR, Rettig AC, Shelbourne KD. Injuries in the amateur golfer. The Physician and Sportsmedicine, 1990; 18: 122-126.

– [3] Craig Davies, Vince DiSaia, Golf Anatomy, Human Kinetics

– [4] McCarroll JR, Gioe TJ: Professional golfers and the price they pay. Phys Sports Med 1982, 10:64-70

– [5] Andrew McHardy, Henry Pollard, Kehui Luo, MApplStat, One-Year Follow-up Study on Golf Injuries in Australian Amateur Golfers. Am J Sports Med August 2007 351354-1360

– [6] McHardy A 1,Pollard H,Luo K. Golf injuries: a review of the literature, Sport  Med. 2006;36(2):171-87

– [7] Gluck GS, Bendo JA, Spivak JM, The lumbar spine and low back pain in golf: a literature review of swing biomechanics and injury prevention. Spine J. 2008 Sep-Oct

– [8] Hosea, T.M., Gatt, C.J.Back pain in golf.Clin Sports Med.1996;15:37–53

– [9] A McHardy, H Pollard , Muscle activity during the golf swing, Br J Sports Med 2005;39:799–804

– [10] Hovis WD 1,Dean MT,Mallon WJ,Hawkins RJ Posterior instability of the shoulder with secondary impingement in elite golfers. Am J Sports Med.2002 Nov-Dec;30(6):886-90

– [11] Hosea, T.M., Gatt, C.J. And CALLI N.A. (1990). Biomechanical analysis of the golfer’s back. In COCHRAN, A.J. (Editor) Science and Golf

– [12] Evans, K., Refshauge, K. M., Adams, R., & Aliprandi, L. (2005). Predictors of low back p ain in young elite golfers: a preliminary study. Physical Therapy in Sport , 6 (3), 122–130.

– [13]David M. Lindsay 1,*; Anthony A. Vandervoort 2, Golf related low back pain: a review of causative factors and prevention strategies, Asian J Sports Med. 2014 December

– [14] Fradkin AJ 1,Finch CF,Sherman CA. Warm-up attitudes and behaviours of amateur golfers. J Sci Med Sport.2003 Jun;6(2):210-5

– [15] Prasad KS, Gregson BA, Hargreaves G, Byrnes T, Winburn P, Mendelow AD.Inversion therapy in patients with pure single level lumbar discogenic disease: a pilot randomized trial. Disabil Rehabil. 2012;34(17):1473-80. doi: 10.3109/09638288.2011.647231. Epub 2012 Jan 23

– [16] Nosse LJ . Inverted spinal traction. Arch Phys Med Rehabil . 1978 Aug;59(8):367-70.

– [17] Monetti G, Colonna S, Maniero A. Ecografia muscolo-scheletrica Volume I. Timeo Editore 2009

Note sugli Autori.

Dr. Alessandro Maniero Dr. Andrea Borgonovo
Chiropratico specializzato in Terapia Manuale Osteopatica.
Ideatore della Terapia Inversione Metodo
Maniero che utilizza la panca antigravitazionale per la cura delle patologie compressive nel mal di schiena.

Dr. Andrea Borgonovo
Fisioterapista
Iscritto al sesto anno della scuola di Osteopatia IEMO di Genova