Osteopatia in gravidanza: un aiuto in un corpo che cambia | OSCE - Osteopathic Spine Center Education

Osteopatia in gravidanza: un aiuto in un corpo che cambia

Osteopatia in gravidanza: un aiuto in un corpo che cambia

articolo a cura di: Anna Rita Anselmi DOmROI

L’Osteopatia è una terapia volta ad assecondare il corpo della donna ai cambiamenti che avvengono durante la gravidanza. Compito dell’osteopata è aiutare ad alleviare le più svariate problematiche che si presentano durante la gravidanza, donando alla futura mamma un benessere ed un equilibrio che le permetteranno di vivere questo periodo in maniera serena, anche accompagnandola ad un parto il più possibile naturale e privo di complicazioni. L’Osteopatia non costituisce nessun pericolo né per la mamma né per il bambino ma è un valido aiuto per le piccole problematiche che possono insorgere in questo periodo.

In cosa può essere d’aiuto l’Osteopatia?
Durante la gravidanza possono insorgere diversi disturbi funzionali dovuti ai repentini cambiamenti somato-ormonali (Sukker et al. 2000), quindi l’osteopata può dare consigli su come usare correttamente il corpo (consigli su posture utili ad allentare le tensioni) attuando interventi manuali (per decontrarre localmente le parti dolenti) per alleviare possibili problemi quali:
◦ mal di schiena, lombalgia, sciatalgia (Ostgaard et al. 1976; Kristiansson et al 1996)
◦ difficoltà nella respirazione
◦ problemi digestivi, reflusso gastrico e bruciori di stomaco
◦ nausea e vomito (Taylor 1949)
◦ difficoltà nel transito intestinale e costipazione (Cullen e O’Donoghue 2007)
◦ dolori alle gambe
◦ problemi circolatori agli arti inferiori
◦ dolori alla cervicale
◦ mal di testa
◦ mobilità del sacro
◦ reflusso gastrico
◦ sindrome del tunnel carpale (Sucher 1995)
◦ vaginite o dolore durante i rapporti sessuali.

Tutte queste disfunzioni possono essere trattati con le normali sessioni di osteopatia durante la gravidanza. Il trattamento osteopatico interviene su piu livelli: somato-neuro- pichico e quindi anche emotivo nella donna in gravidanza rilasciando il suo beneficio alla globalità della persona.
In sostanza, l’osteopatia consente un migliore adattamento dell’organismo ai cambiamenti dei tessuti del corpo e alle pressioni addominali associate alla gravidanza. L’osteopata può aiutare la futura madre ad ottimizzare le risorse fisiologiche di cui dispone perché conosce le peculiarità delle diverse fasi gravidiche e permette una adeguata preparazione al parto (Whiting 1911). In gravidanza ci sono grossi cambiamenti che investono tutti l’organismo dal punto di vista:

  • – muscolo-scheletrico
  •  – ormonale
  • – della circolazione dei fluidi.

La cosa più grossolana è che in un bacino in seguito al processo della gravidanza (sotto l’influsso ormonale) si crea un allentamento di tutte le strutture capsulo-legamentose e tissutali che aumenterà col passare dei mesi. Dal terzo mese di gravidanza in poi, l’aumento della curve della colonna, dovuto allo spostamento del carico in avanti potrà essere fonte di cervicalgie, dorsalgie e lombosciatalgie.

Dal quarto mese avviene uno spostamento dei visceri addominali (stomaco, fegato, intestino vescica, ovaie) per un accrescimento del bambino all’interno dell’utero (fig. 1), con conseguente necessità di un adattamento del corpo della donna nel modo più funzionale possibile funzionale possibile.

Man mano che passa il tempo, la crescita dell’utero fa sì che gli organi addominali vengano spinti verso l’alto, cambiando i giochi pressori toraco addominali. La respirazione cambia; il diaframma che paradossalmente pur essendo spinto verso l’alto, mantenuto dalla pressione degli organi addominali, tende comunque ad un appiattimento, quindi ad una situazione di diaframma alto ed orizzontale. La respirazione con il passare del tempo diventa sempre più frontale e richiede sempre più l’intervento dei muscoli accessori (scaleni, sottoclaveari,  ecc)

Il primo aspetto strutturale importante con l’ingrossamento dell’utero, è una ricerca di spazio verso l’alto e verso l’avanti portando ad uno spostamento importante del baricentro nel poligono d’appoggio.

Il sacro ed il bacino sono i primi a cercare un nuovo adattamento; si avrà un sacro molto verso l’anteriorità, le iliache che andranno verso la extrarotazione ed il pube stesso comincia ad acquistare una maggiore mobilità e maggiore elasticità a livello della sinfisi. A livello posteriore, quello che aumenta grossolanamente è l’aumento della lordosi lombare; tanto è vero che le donne con spondilolistesi hanno grossi rischi a causa dell’allentamento dei legamenti e scivolamento anteriore del sacro, aumento dell’angolo lombo-sacrale e rischi di peggioramento importante di questa patologia. L’aumento della lordosi lombare è proporzionale al periodo gravidico affrontato partendo da una lordosi appena accentuata nel primo trimestre per arrivare ad una lordosi più evidente nell’ultimo periodo.
A questo si associano adattamenti di tutta la colonna; quindi ci sarà una tendenza della gravida all’aumento di tutte le curve, a livello lombare, dorsale e cervicale.

Alcune ricerche (Licciardone et al. 2010; Licciardone e Aryal 2013) hanno messo in evidenza l’utilità del trattamento osteopatico nelle patologie lombari nelle gravide.
Il diaframma perineale fortemente sostenuto dalle sue lamine antero posteriori (che vanno quindi dal pube al sacro) a causa del costante aumento della pressione intra addominale , va sempre più verso la lassità ed una relativa diminuzione della sua funzionalità. In alto ci sarà una messa in gioco costante della muscolatura accessoria della respirazione che porterà la gravida verso uno stato di iperlordosi cervicale con perdita della fisiologia dello stretto toracico superiore; ed ecco che possono comparire problemi circolatori agli arti superiori (formicolii e parestesie alle dita delle mani), mentre la tensione del perineo potrà portare delle problematiche agli arti inferiori con pseudo radicolopatie dovute ad uno spasmo del piramidale o dello psoas, o congestione venosa (problemi circolatori) quindi di natura meccanica (Benninger e Delamarter 2013), liquida (venosa) e muscolare. Il piramidale risulta accorciato perché passano mesi in situazione di extrarotazione.
La stessa azione ormonale responsabile della postura, altera anche il circolo dei liquidi: a livello linfatico c’è un aumento dei liquidi extracellulari perché il feto e la placenta abbisognano di un maggior circolo, portando quindi in sovraccarico il sistema a livello cellulare e a livello di eventuali rischi di stasi. In più sono sovraccaricati anche gli organi che dovrebbero fare da emuntori (reni, fegato, intestino) perché stanno lavorando per due. Nell’ultima fase della gravidanza c’è il problema della compressione di questi organi.

Conseguenze cliniche:

  • alterate le pressioni meccaniche
  • alterato il drenaggio

Situazioni cliniche:

  • emorroidi, problemi circolatori (varici alle gambe), problemi di drenaggio dell’arto superiore e sintomatologie come sindrome del tunnel carpale (capita molto frequentemente a causa di un cattivo drenaggio) che sono evidenti nell’ultimo periodi e peggiorano dopo il parto a causa della congestione per l’allattamento e per le posizioni tenute dalla neo mamma durante lo stesso
  • a livello vescicale e soprattutto vulvare: peggiorando il microcircolo peggiora il circolo catabolico con maggior ristagno a livello tissutale e l’esposizione a maggior infezioni della zona più esterna.

L’equilibrio esiste se la struttura ha la possibilità di equilibrarsi (peculiaretà dell’intervento osteopatico).

La gravidanza è quindi un susseguirsi di momento in momento di variazioni ormonali nel corpo della gestante. Questo investe un po’ tutti gli organi deputati al controllo ormonale. Gli ormoni che sono maggiormente presenti nella donna nella fase iniziale sono gli estrogeni, il progesterone e le gonadotropine corioniche (che favoriscono l’impianto dell’’embrione) ma sono soprattutto gli estrogeni che agiscono maggiormente favorendo l’avanzamento e la crescita embrionale assieme ad un altro ormone che è la relaxina (prodotta dalla placenta e responsabile dell’allentamento delle strutture coinvolte nel parto). Ci sarà anche un aumento della prolattina (perché si deve preparare il tessuto mammario all’allattamento), aumento delle secrezioni delle ghiandole surrenali ed aumento per sovraccarico della ghiandola tiroide. Gli altri ormoni della gravidanza, quali la somatotropina, la relaxina, le endorfine, agiscono in maniera simile o complementare, il cortisolo modifica l’attività degli anticorpi, del sistema immunitario ed aumenta la glicemia.

L’osteopata riesce ad intervenire su tutti questi aspetti.

Lo squilibrio, soprattuto a livello intestinale (per pressioni alterate dei diaframmi, pompa toraco-addominale alterata, in più un’azione progestinica importante) può portare a fenomeni di stipsi, che normalmente peggiorano in gravidanza.

Il trattamento osteopatico deve:

1) rendere il “contenitore” più confortevole e funzionale possibile ad accogliere il nascituro durante i nove mesi:

  • Il trattamento delle pelvi permette un miglior adattamento del bacino alle modifiche di peso e postura durante la gravidanza.
  • L’eliminazione di tensioni muscolari e legamentose che causano un disequilibrio nel bacino materno. Tensioni legamentose e muscolari antecedenti alla gravidanza possono condizionare il cambiamento strutturale e funzionale al quale la donna va incontro in gravidanza
  • L’equilibrio dell’insieme bacino-sacro-colonna lombare consente di evitare dolori, normalizza il sistema nervoso autonomo degli organi del bacino e dell’addome, regolarizzando funzioni viscerali di intestino, vescica e utero.

2) Trattare i dolori osteo-muscolari
•    lombalgie, sciatalgie, pubalgie, dolori al coccige ed altre sintomatologie dolorose (fig. 3)
•    miglioramento della sensazione di gonfiore agli arti inferiori e superiori

3) Rendere il più funzionale ed agevole possibile il passaggio del bebè durante il parto riducendone il tempo del travaglio (Hart 1918).
•  assicurare una buona mobilità delle ossa del bacino, in particolare di coccige e osso sacro
• mantenere una buona funzione dei tre diaframmi (respiratorio, pavimento pelvico, cranico) per garantire delle spinte efficaci durante il parto, favorendo così un travaglio ed un’espulsione più fisiologici, che si traducono in meno dolore per la mamma e in un passaggio del bebè privo di pressioni anomale.

Bibliografia

Benninger B, Delamarter T:  Anatomical factors causing oedema of the lower limb during pregnancy.Folia Morphol (Warsz). 2013 Feb;72(1):67-71.

Cullen G, O’Donoghue D: Constipation and pregnancy.Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2007;21(5):807-18

Hart LM: Obstetrical practice. J Am Osteopath Assoc. 1918:609-614.

Licciardone JC, Aryal S:  Prevention of progressive back-specific dysfunction during pregnancy: an assessment of osteopathic manual treatment based on Cochrane Back Review Group criteria. J Am Osteopath Assoc. 2013 Oct;113(10):728-36. doi: 10.7556/jaoa.2013.043

Licciardone JC, Buchanan S, Hensel KL, King HH, Fuld KG, Stoll ST: Osteopathic manipulative treatment of back pain and related symptoms during pregnancy: a randomized controlled trial. Am J Obstet Gynecol. 2010;202(1):43.

Kristiansson P, Svärdsudd K, von Schoultz B: Back pain during pregnancy: a prospective study. Spine (Phila Pa 1976). 1996;21(6):702-709

Ostgaard HC, Andersson GB, Karlsson K: Prevalence of back pain in pregnancy. Spine (Phila Pa 1976). 1991;16(5):549-552

Sucher BM: Palpatory diagnosis and manipulative management of carpal tunnel syndrome: part 2—’double crush’ and thoracic outlet syndrome. J Am Osteopath Assoc. 1995;95(8):471-479.

Sukker MY, El-Munshid HA, Ardawi, MS: Concise Human Physiology. 2nd ed. Hoboken, NJ: Wiley-Blackwell Science; 2000:304

Taylor GW: The osteopathic management of nausea and vomiting of pregnancy. J Am Osteopath Assoc. 1949;48(11):581-582

Whiting LM: Can the length of labor be shortened by osteopathic treatment? J Am Osteopath Assoc. 1911;11:917-921.