RACHIDE DORSALE e GABBIA TORACICA OSSA

fig1

 

 fig. 1- schema del rachide dorsale con annessa gabbia toracica

 

Prima di addentrarci nell'argomento specifico, bisogna rilevare che, a questo livello, la presenza di dodici paia di coste (fig. 1) influisce profondamente sul comportamento vertebrale, quindi un'adeguata e completa presentazione non potrà trascurare la gabbia toracica.

Esiste una reciprocità tra il movimento costale e quello vertebrale nella realizzazione della mobilità del tronco e nella respirazione. Una disfunzione costale può influenzare il movimento vertebrale e viceversa

Anatomicamente sono presenti delle relazioni molto strette tra la catena simpatica latero-vertebrale dorsale e le articolazioni costo-vertebrali. Qualsiasi disfunzione a questo livello, quindi, può essere la causa di disturbi vascolari e viscerali.
Le disfunzioni costali sono molto frequenti, a causa delle alterazioni posturali che modificano le linee di scarico gravitazionale e per la stretta correlazione con il diaframma.
La curva cifotica è il risultato di una ridotta altezza anteriore del corpo vertebrale e un minore spessore del disco. Normalmente la curva toracica presenta un angolo variabile dai 30° ai 40° con apice a livello di T7-T8 e incrementa con l'età fino ad arrivare intorno ai 60° nella settima decade.

 


 

Richiamo anatomico- Struttura ossea

Le vertebre aumentano di volume procedendo dall'alto verso il basso; anche in questa parte della colonna quelle inferiori hanno caratteri di transizione con i metameri del tratto successivo, cioè le vertebre lombari. La prima e le ultime tre vertebre toraciche hanno caratteri individuali che le rendono identificabili. In tutte le vertebre toraciche, la presenza di faccette articolari per le coste rappresenta un elemento distintivo.

Il corpo delle vertebre toraciche è cilindrico, con i diametri anteroposteriore e trasverso che si equivalgono; il perimetro è arrotondato, tranne posteriormente, a livello del foro vertebrale, dove è concavo (fig. 2). Il foro vertebrale (fig. 2, 3) è ovale e più piccolo rispetto alle vertebre degli altri segmenti.

Poiché la testa delle coste si articola con le vertebre, incastrandosi tra due corpi e prendendo rapporto anche con il disco intervertebrale, si osservano sui lati del corpo vertebrale, in prossimità della radice dell'arco, due semifossette articolari 

- quella inferiore, vicina al bordo inferiore, guarda in basso e lateralmente (fig. 2).

- quella superiore, vicino al bordo superiore, guarda in alto e lateralmente (fig. 3).

Ogni corpo vertebrale presenta due fossette costali, di cui quella superiore si articola con parte della costa del livello corrispondente, mentre l'inferiore si pone in giunzione con la costa sottostante.

I peduncoli vertebrali (fig. 3) si distaccano dalla parte superiore del corpo e presentano l'incisura inferiore particolarmente accentuata (fig. 5).

I processi articolari superiori (fig. 3, 5) sono più sporgenti di quelli inferiori, sono orientati verticalmente sul piano frontale ed hanno faccette articolari piane. Le faccette articolari sono volte in dietro nei processi superiori ed in avanti nei processi inferiori (fig. 2, 5).

I processi trasversi sono assai sviluppati (fig. 2, 3, 4); distaccandosi dalle masse apofisarie si dirigono in fuori e, sulla superficie anteriore della loro estremità libera, presentano una faccetta articolare con la quale si articola il tubercolo della costa del livello corrispondente (faccetta costale trasversaria) (fig. 3). In tal modo le coste si pongono in giunzione con le vertebre toraciche in corrispondenza di due punti articolari: la testa delle coste con i corpi vertebrali ed i tubercoli costali con i processi trasversi.

vertebra dorsale

 

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Le lamine vertebrali sono alte, strette e, data la loro forte inclinazione, si embricano con quelle delle vertebre sottostanti (fig. 4).

Il processo spinoso ha forma prismatica triangolare ed è volto obliquamente, in basso ed in dietro (fig. 4, 5), l'obliquità in basso dipende dal livello.

Alcuni caratteri peculiari si possono ritrovare nella prima e nelle ultime tre vertebre toraciche. Il corpo della 1a vertebra toracica è conformato come quelle cervicali; inoltre, 1a costa si articola esclusivamente con la 1 a vertebra toracica così che il corpo di quest'ultima presenta una faccetta articolare completa, sulla superficie laterale della circonferenza 

ed inoltre una semifaccetta articolare inferiore per la testa della 2a costa che si articola con la 1a e con la 2a vertebra toracica.

Le ultime tre vertebre toraciche presentano processi spinosi brevi e laminari, simili a quelli delle vertebre lombari. Il corpo della 10a vertebra possiede una sola faccetta costale nel margine superiore; ciò avviene perché 1'11a e la 12a costa si articolano soltanto con 1'11a e la 12a vertebra rispettivamente. Queste ultime due vertebre presentano pertanto una sola faccetta articolare completa, nella parte laterale del corpo. Inoltre, nella 12a vertebra toracica, i processi articolari non sono orientati frontalmente, bensì sagittalmente, come nelle vertebre lombari. Infine i processi trasversi dell'11a e della 12a vertebra non presentano la faccetta costale trasversaria; essi si risolvono in tre tubercoli di cui uno è anteriore e due sono posteriori. Il tubercolo posteriore superiore è il processo mammillare, quello posteriore inferiore è il processo accessorio.

 

 

fig2

 fig. 2 - vertebra toracic tipo visione inferiore:

1. corpo vertebrale

2. foro vertebrale

3. faccetta articolare inferiore

4. arco vertebrale

5. processo spinoso

6. processo trasverso

7. faccetta costale inferiore

 fig3

fig. 3 - vertebra toracica tipo visione superiore

1. corpo vertebrale

2. foro vertebrale

3. faccetta articolare superiore

4. arco vertebrale

5. processo spinoso

6. processo trasverso

7. faccetta costale superiore

8. faccetta costale trasversaria

9. peduncoli

fig4   

fig. 4 - vertebra toracica tipo visione posteriore

1. processo spinoso 

2. lamina

3. processo trasverso

4. faccetta articolare superiore

 fig5  

 fig. 4 - vertebra toracica tipo visione laterale

1. corpo vertebrale

2. faccetta costale superiore

3. faccetta costale inferiore

4. incisura inferiore

5. peduncoli

6. faccetta articolare superiore

7. faccetta costale trasversaria

8. faccetta articolare inferiore

9. processo spinoso

 

 Legamenti

Sono gli stessi che si incontrano lungo gli altri livelli del rachide, con uno spessore maggiore del rachide cervicale e minore di quello lombare. Il legamento giallo si inserisce superiormente ed inferiormente alla lamina e ai peduncoli rinforzando, in tal modo, la porzione anteriore delle faccette articolari. Presenta una componente elastica che gli permette di creare ,senza sovraccaricare eccessivamente il disco con una forza compressiva aumentando la stabilità, durante l'estensione, accorciandosi, di non essere pinzato (Boyling e Pastalanga 1994) e durante la flessione di non limitare il movimento. I Legamenti interspinosi e sovraspinosi non sono sviluppati come quelli del rachide lombare, anche se entrambi limitano la flessione anteriore (White e Panjabi  1990). La flessione è limitata inoltre dal legamento longitudinale posteriore.

Anteriormente al corpo vertebrale abbiamo il legamento longitudinale anteriore che limita l'estensione e la traslazione antero-posteriore 

A questi legamenti, bisogna aggiungere quelli delle articolazioni costo-vertebrali che verranno presentati con le coste.

Disco intervertebrale

È meno alto (circa 5 mm) rispetto al livello lombare e cervicale. Rappresenta uno dei maggiori fattori al mantenimento della stabilità vertebrale. Il prolasso del disco a questo livello è raro, rappresenta 1.96% dei soggetti sofferenti di mal di schiena, ma la possibilità di patologie discogenetiche degenerative sembra abbastanza alta. La più alta incidenza sembra essere a livello di T7-T8, seguito da T6-T7 e T8-T9.

Punti repere anatomici

fig8  

Per la palpazione delle singole vertebre, a questo livello, vige la regola del 3 che si basa sull'inclinazione dei processi spinosi (Meadows 1995) (fig. 5):

T1 - T2 - T3 hanno i processi spinosi con le estremità site allo stesso livello dei processi trasversi omologhi;

da T4 - T7 presentano l'apice del processo spinoso a livello del disco inferiore:

da T7 a T9: le apofisi spinose sono situate a livello delle apofisi trasverse della vertebra sottostante;

da T10 a T12 il processo spinoso diminuisce la sua inclinazione fino ad arrivare a T12  che risulta allo stesso livello del corpo vertebrale.

I processi trasversi sono larghi e risiedono allo stesso livello del corpo vertebrale.

La spina della scapola corrisponde al processo spinoso e alle trasverse di  T3, l'angolo inferiore della scapola è a livello della spinosa di T7, quindi trasverse e corpo di T8. Per dei riferimenti anteriori osserviamo che la forchetta sternale risulta disposta a livello di T2; l'incisura infrasternale è a livello di T9.
Bisogna prendere questi riferimenti sempre con molta cautela perchè risultano definiti su un modello posturale teorico. Basta avere una maggiore o minore cifosi che i riferimenti delle spinose cambiano e la curva dorsale si modifica in base all'età 

fig. 5 - esemplificazione dei rapporti tra apice delle spinose e corpo vertebrale (regola del 3)


GABBIA TORACICA

 

La gabbia o cassa toracica, delimitata inferiormente dal diaframma, è formata da dodici paia di coste articolate posteriormente con le dodici vertebre della regione dorsale, e dallo sterno, al quale le coste si uniscono anteriormente mediante cartilagine. Le prime sette coste dall'alto verso il basso, sono dette coste vere e si uniscono direttamente allo sterno, l'ottava, la nona e la decima sono coste spurie (o false) , raggiungono lo sterno tramite la cartilagine che va prima a formare un tratto comune e poi a legarsi allo sterno, mentre le ultime due paia non sono unite allo sterno, per tale motivo sono dette fluttuanti. 

Come in molti vertebrati superiori, nell'uomo la gabbia toracica affianca il diaframma nel partecipare ai movimenti respiratori.

gabbia toracica cliccare sull'immagine per il filmato  

La gabbia o cassa toracica, delimitata inferiormente dal diaframma, è formata da dodici paia di coste articolate posteriormente con le dodici vertebre della regione dorsale, e dallo sterno, al quale le coste si uniscono anteriormente mediante cartilagine. Le prime sette coste dall'alto verso il basso, sono dette coste vere e si uniscono direttamente allo sterno, l'ottava, la nona e la decima sono coste spurie (o false) , raggiungono lo sterno tramite la cartilagine che va prima a formare un tratto comune e poi a legarsi allo sterno, mentre le ultime due paia non sono unite allo sterno, per tale motivo sono dette fluttuanti. 

Come in molti vertebrati superiori, nell'uomo la gabbia toracica affianca il diaframma nel partecipare ai movimenti respiratori.

Le coste (o costole) sono segmenti scheletrici formati da una parte ossea, la costa propriamente detta, che è completata in avanti da un tratto cartilagineo, la cartilagine costale.
Si articolano posteriormente con le vertebre toraciche e circoscrivono, come archi, gran parte della cavità toracica fino ad articolarsi anteriormente (non tutte) con lo sterno. Entrano nella costituzione, in tal modo, della gabbia toracica.
Le coste sono complessivamente 12 paia:

  • Le prime 7 si uniscono in avanti con lo sterno.
  • L’8a, la 9a e la 10a costa si connettono, per mezzo della loro cartilagine, alla cartilagine della costa sovrastante, formando in tal modo una linea arcuata detta arco costale.
  • L’11a e la 12a sono libere da ogni connessione con le coste precedenti e terminano con una piccola cartilagine appuntita; sono denominate coste libere (o fluttuanti).

La lunghezza delle coste aumenta dalla 1a all’8a e diminuisce gradualmente dall’8a alla 12a.
L’obliquità in basso e in avanti aumenta dalla prima all’ultima e la distanza dal tubercolo all’angolo costale si accresce dall’alto in basso.
Le coste propriamente dette sono ossa piatte, nastriformi, incurvate ad arco. Non vengono considerate tra le ossa lunghe, malgrado la prevalenza di un diametro, in quanto mancano di un canale midollare. Sono costituite da una lamina superficiale di tessuto osseo compatto che racchiude sostanza spugnosa.
A partire dal punto di articolazione con le vertebre, le coste si portano dapprima in basso e in fuori; cambiano quindi bruscamente direzione, a livello dell’angolo costale, per portarsi in avanti descrivendo una curva a convessità esterna. Sull’angolo costale prende inserzione il muscolo ileocostale (il più laterale dei muscoli spinodorsali).
Nel loro decorso, le coste manifestano anche una curva di torsione per cui la loro faccia esterna, convessa, volge posteriormente in basso e anteriormente in alto.
Si distinguono, nelle coste, un corpo e due estremità di cui quella posteriore si articola con la colonna vertebrale, quella anteriore prosegue nella cartilagine costale. L’estremità posteriore è ingrossata e forma la testa della costa sulla quale si trovano due faccette articolari tra loro divise da una cresta; per mezzo di queste due faccette, la testa della costa si articola con le faccette costali dei corpi di due vertebre contigue. Nelle coste fluttuanti esiste una sola faccetta articolare in quanto esse prendono rapporto con un solo corpo vertebrale, quello dell’11a e della 12avertebra toracica, rispettivamente. Alla testa della costa fa seguito una parte ristretta, il collo della costa, sul cui margine superiore si trova una cresta longitudinale determinata dall’impianto di legamenti. Nel punto di passaggio tra il collo e il corpo si trova un rilievo tozzo che sporge posteriormente, il tubercolo della costa, provvisto di una superficie articolare convessa che si mette in rapporto con la faccetta costale del processo trasverso della vertebra toracica del corrispondente livello. L’estremità anteriore della costa è infossata e si congiunge alla cartilagine costale.
Nel corpo della costa si possono considerare una parte dorsale ed una parte ventrale poste rispettivamente dietro e davanti l’angolo costale; vi si distinguono, inoltre, una faccia esterna, una faccia interna e due margini, superiore e inferiore.

  • La faccia esterna è convessa.
  • La faccia interna è pianeggiante o lievemente concava.
  • Il margine superiore è sempre smusso.
  • Sul margine inferiore, in un tratto compreso tra l’angolo costale e il punto di unione del terzo anteriore con il terzo medio del corpo, si trova il solco costale in cui decorrono i vasi e i nervi intercostali. Il solco costale, che può anche essere considerato come una terza faccia, inferiore, della costa, è delimitato da un labbro esterno assai sporgente in basso e da un labbro interno, meno pronunciato.

Le cartilagini costali hanno forma simile a quella della parte ventrale del corpo delle coste, di cui presentano la continuazione. Sono quindi laminari, con una faccia esterna, una interna e due margini, superiore e inferiore. Vi si distinguono, inoltre, due estremità, laterale (o costale) e mediale (o sternale).
L’estremità laterale presenta una faccetta ellittica che s’inserisce nella fossetta dell’estremità anteriore delle coste.
L’estremità mediale varia nei suoi caratteri secondo il livello: nelle prime 7 coste è costituita da due faccette convergenti a formare una sorta di cuneo che s’inserisce nelle incisure articolari dei margini laterali dello sterno; nell’8a, 9a e 10a, si uniscono per mezzo di un tratto fibroso con le cartilagini sovrastanti e presentano perciò una connessione solo indiretta con lo sterno.
Nelle coste fluttuanti le cartilagini costali sono brevi, appuntite e terminano libere.

ARTICOLAZIONI COSTALI

Le articolazioni costo-vertebrali corrispondono alle articolazioni del torace del gruppo posteriore e sono date dal rapporto articolare delle estremità posteriori delle coste con le vertebre in due punti articolari. Infatti, la testa della costa si articola con i corpo delle vertebre (articolazione costo-vertebrale propriamente detta) mentre il tubercolo della costa si articola con il processo trasverso della vertebra (articolazione costo-trasversaria).
Le articolazioni costo-vertebrali consentono movimenti di elevazione e di abbassamento delle coste che sono rilevanti ai fini della respirazione.Articolazioni costo vertebrali osce spine center

  • L’articolazione costo-vertebrale propriamente detta è una doppia artrodia. Sulla testa della costa le superfici articolari sono due faccette piane separate dalla cresta costale e convergenti a cuneo; sono rivestite di cartilagine articolare e vengono accolte in una cavità articolare che si forma per l’incontro delle faccette costali di due vertebre adiacenti. Le due faccette sono separate tra loro dalla fibrocartilagine del disco intervertebrale che corrisponde alla cresta costale. Fanno eccezione a questo dispositivo le articolazioni della 1a e delle ultime due coste, artrodie semplici in quanto si stabiliscono tra le coste e il corpo di una sola vertebra del livello corrispondente. I mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare e dal legamento interarticolare della testa.
    La capsula articolare presenta uno strato fibroso sottile che si fissa al contorno delle superfici articolari; è rinforzata in avanti dal legamento raggiato che prende attacco sul contorno anteriore della testa e va quindi con fasci divergenti ad inserirsi sul corpo delle due vertebre contigue. In avanti e in dietro la capsula articolare aderisce strettamente al legamento interarticolare della testa.
    Il legamento interarticolare della testa va dalla cresta costale alla cartilagine intervertebrale. Tale legamento divide la cavità articolare in due parti, ciascuna delle quali è tappezzata da una membrana sinoviale propria Il legamento interarticolare manca nelle artrodie semplici che si stabiliscono tra la 1a, l’11a, la 12a costa e le vertebre corrispondenti.

 

  • L’articolazione costo-trasversaria è un’artrodia che si stabilisce tra i tubercoli delle prime dieci coste e i processi trasversi delle vertebre corrispondenti; manca a livello delle ultime due coste, prive di tubercolo. Le superfici articolari sono date da una faccetta leggermente convessa che si trova nella parte inferiore e mediale del tubercolo costale e da una faccetta lievemente concava sulla faccia anteriore del processo trasverso; esse sono rivestite di cartilagine ialina. I mezzi di unione sono la capsula articolare e alcuni legamenti a distanza rappresentati da: legamento del collo della costa, legamento costo-trasversario anteriore, legamento costo-trasversario posteriore e legamento disco-costale.
    La capsula articolare si fissa sul contorno delle superfici articolari; posteriormente si ispessisce nel legamento del tubercolo costale e inferiormente forma il legamento costo-trasversario inferiore.
    Il legamento del tubercolo costale è teso tra la parte superiore del tubercolo costale e l’apice del processo trasverso. 
    Il legamento costo-trasversario inferiore è teso tra il margine inferiore del processo trasverso e il margine inferiore della costa.. La membrana sinoviale tappezza la faccia interna dello strato fibroso.
    Per quanto riguarda i legamenti a distanza, il legamento del collo della costa si porta obliquamente in dietro e medialmente, dalla faccia posteriore del collo della costa alla faccia anteriore del processo trasverso della vertebra corrispondente. È presente, anche se ridotto, nelle ultime due coste.Il legamento costo-trasversario anteriore origina dal margine superiore del collo della costa e si fissa al margine inferiore del processo trasverso della vertebra sovrastante; manca tra il collo della 1a costa e il processo trasverso della 7a vertebra cervicale mentre è presente nelle ultime due coste.Il legamento costo-trasversario posteriore, come quello anteriore, riunisce la costa alla vertebra sovrastante; origina dal margine superiore del collo, in vicinanza del tubercolo e, incrociando il legamento costo-trasversario anteriore, si fissa alla base del processo trasverso e alla parte inferiore della lamina.Il legamento disco-costale si distacca dalla faccia posteriore del collo e penetra nel canale vertebrale attraverso il foro intervertebrale per fissarsi al margine posteriore del disco intervertebrale.

 

Articolazioni intercondrali 

Insieme alle articolazioni sterno-costali e alle articolazioni sternali, costituiscono il gruppo anteriore delle articolazioni del torace. Tutte queste articolazioni, conferendo elasticità e una certa mobilità ai pezzi che formano la parte anteriore della gabbia toracica, rendono possibili i movimenti di elevazione e di abbassamento delle coste che si effettuano a livello delle articolazioni costo-vertebrali e che hanno importanza nella respirazione.

Le articolazioni intercondrali sono rapporti articolari che si svolgono tra cartilagini costali contigue e possono essere distinti in due tipi:

  • Un primo tipo si stabilisce tra le estremità mediali dell’8a, 9a e 10a cartilagine costale e le cartilagini sovrastanti ed è una giunzione a mezzo di fasci fibrosi.
  • Un secondo tipo si effettua tra i margini contigui della 6a e 7a, 7a e 8a e 8a e 9a cartilagine costale (sono artrodie). In queste articolazioni i mezzi di unione sono dati da una capsula articolare che è dipendenza del pericondrio.

Articolazioni sterno-costali 

Le articolazioni sterno-costali si svolgono tra le estremità anteriori delle prime sette cartilagini costali e le incisure articolari che si trovano sui margini laterali dello sterno. Sono artrodie semplici o doppie, con l’eccezione della 1a cartilagine costale che si mette con lo sterno in rapporto di giunzione analogo a quello che la sua estremità laterale prende con la parte ossea della costa, senza cioè che si stabilisca una vera e propria articolazione. La superficie articolare delle cartilagini costali è data da due faccette convergenti a cuneo, separate da una cresta antero-posteriore; sul margine laterale dello sterno si trovano due faccette piane inclinate in modo da formare un’incisura costale dove si pone il cuneo cartilagineo.

mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare e dal legamento interarticolare sterno-costale.

  • Nella capsula articolare, lo strato fibroso è dato dal pericondrio della cartilagine costale che continua nel periostio sternale; esso è rinforzato anteriormente dal legamento raggiato sterno-costale che origina dalla faccia anteriore della cartilagine e si distende a ventaglio sulla faccia anteriore dello sterno. I fasci del legamento raggiato si incrociano con quelli del lato opposto e formano nell’insieme una spessa membrana fibrosa, la membrana sternale, che è unita al sottostante periostio. Alcuni fasci fibrosi, con il nome di legamenti costo-xifoidei, si portano dalla faccia anteriore della 6a e 7a cartilagine costale al processo xifoideo.
  • Il legamento interarticolare sterno-costale è una lamina fibrocartilaginea orizzontale che divide in due parti la cavità articolare e scompone così l’articolazione in una doppia artrodia. Il legamento è completo in corrispondenza della 2a e 3a articolazione sterno-costale; può essere incompleto o mancare nelle altre.