CAVIGLIA – PIEDE OSSA

I piedi sono delle strutture complesse perfettamente organizzate per sostenere il peso del nostro corpo, capaci di adattarsi alla superficie del terreno quando si sta in piedi e durante gli spostamenti. Nel piede la componente scheletrica è prevalente ed è rappresentata da 28 ossa per ciascun piede. Se compariamo il numero delle ossa dei due piedi (28+28 = 56) con il totale numero delle ossa presenti nel nostro scheletro, è semplice realizzare che più di ¼ (27%) delle ossa del nostro corpo sono localizzate nei piedi.

Nelle 28 ossa sono incluse:

- 7 ossa tarsali così suddivise: parte prossimale, calcagno e astragalo; parte centrale lo scafoide; distale il cuboide e i tre cuneiformi

- 5 ossa metatarsale

- 14 falangi

- 2 sesamoidi dell’alluce.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 001 osce spine center CAVIGLIA PIEDE OSSA 001a osce spine centerDal punto di vista anatomo- clinico, il piede può essere suddiviso principalmente in tre parti: il piede anteriore (avampiede), mediale (medio piede) e posteriore (retro piede) (fig. 1).

L’avampiede è costituito dalle dita, o falangi, e dai metatarsi. Ogni dito è costituito da più di un osso per la varietà di movimento.
L'alluce ha due falangi, mentre le altre dita hanno tre ossa ciascuno. I metatarsi sono le cinque ossa lunghe del piede situate proprio dietro le dita. Il primo metatarso è il più spesso e il più breve di queste ossa, mentre il secondo è il metatarso più lungo. Il primo metatarso assume queste sue specifiche dimensioni e forma, in quanto ha l'importante funzione di assistenza alla propulsione e deve sopportare una buona parte del peso corporeo. Le dita sono collegate ai metatarsi da cinque articolazioni metatarso-falangee.
Il mediopiede è costituito da cinque ossa di varie forme: l’osso navicolare (o scafoide), il cuboide e le tre ossa cuneiformi.
Il retropiede, infine, è formato solo da due ossa, grandi e robuste. Il primo è il calcagno, il più grande osso del piede, di forma quadrangolare che forma il tallone; il secondo osso è l'astragalo (o talo), che si trova sopra al calcagno e sotto la tibia e il perone.

Queste diverse componenti ossee formano articolazioni complesse che sono: la tibio-tarsica; la astragalo-calcaneare, chiamata comunemente subtalare o sottoastragalica; la medio-tarsica detta di Chopart; la tarso-metatarsica detta di Lisfranc, le scafo-cuboidea, scafo-cuneiformi e metatarso-falangee.
Le prime due giunzioni menzionate, assieme all’articolazione che si forma tra la tibia e la fibula distale, ossa della gamba, formano una delle giunzioni più importanti del piede, ovvero il complesso dell’articolazione della caviglia.

Il Tarso è un complesso di ossa brevi disposte in due file: la fila prossimale comprende l’astragalo e il calcagno; la fila distale lo scafoide il cuboide e le ossa cuneiformi.
Le ossa del tarso si formano per un processo di ossificazione encondrale che ha inizio a partire da nuclei che compaiono all'interno di mo­delli cartilaginei; ad un nucleo principale per ciascun osso tarsale si aggiun­gono, in numero vario, nuclei complementari che si formano successivamente. Il nucleo principale per l'astragalo compare al 6° mese fetale, così come quello per il calcagno, la cui tuberosità posteriore sembra svilupparsi per un processo di ossificazione membranosa. Il nucleo del cuboide compare nel periodo peri­natale; i nuclei dello scafoide e del cuneiforme laterale ad 1 anno, mentre i nuclei dei cuneiformi intermedio e mediale si formano tra i 2 ed i 4 anni.

Ossa del piede

Di seguito verranno presentate le singola ossa del piede partendo da prossimale con l’astragalo per terminare con le falange che sono le ultime ossa distali

Astragalo o Talo

CAVIGLIA PIEDE OSSA 002 osce spine center fig. 2 – visione anteriore astragalo

E’ un osso irregolare con una conformazione approssimativamente piriforme allungato in senso anteroposteriore, anello di congiunzione tra le ossa della gamba in alto, il calcagno in basso e in dietro e lo scafoide in avanti. Vi si possono distinguere tre porzioni, di cui la più posteriore definita corpo, una anteriore definita testa e un collo, situato tra le due parti precedenti. Nell’astragalo si descrivono sei facce: superiore, inferiore, mediale, laterale, posteriore ed anteriore. La faccia superiore è interamente occupata da una superficie articolare forgiata a troclea, la quale presenta una gola centrale e delimitata da due versanti rilevati a decorso sagittale (fig. 2).

La faccia inferiore (fig. 3) porta due faccette articolari piane per l'articolazione con il calcagno. Le due faccette si distinguono in posterolaterale ed antero­mediale e sono separate da una doccia trasversale, il solco dell'astragalo. Nello scheletro articolato, al solco dell'astragalo è opposto un identico semi­canale del calcagno; si costituisce così un condotto definito il seno del tarso.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 003 osce spine center fig. 3 – astragalo faccia inferiore
CAVIGLIA PIEDE OSSA 004 osce spine centerfig. 4 – astragalo faccia mediale
CAVIGLIA PIEDE OSSA 005 osce spine center fig. 5 – astragalo faccia laterale

La fac­cetta articolare anteromediale per il calcagno, presenta come conformazione una elevata variabilità soggettiva, a volta è composta da due superfici distinte. Le facce mediale (fig. 4) e laterale (fig. 5) presentano faccette articolari disposte su un piano sagittale per le facce dei due malleoli; esse possono esser considerate come dipendenze della troclea astragalica ed hanno entrambe forma semiluna­re con la concavità inferiore.

La faccia posteriore è occupata dall'estremo posteriore della troclea, al di sotto della quale si ha un solco sagittale, destinato al passaggio del tendine d'inserzione distale del muscolo flessore lungo dell'alluce. Questo solco è delimitato da due tubercoli, laterale e mediale, di cui il primo si presenta maggiormente rilevato.
La faccia anteriore (fig. 2) è occupata dalla testa che ha forma irregolarmente sferoidale, entra in articolazione con lo scafoide e continua in basso con le faccette articolari inferiori per il calcagno. La fac­cetta articolare anteromediale per il calcagno viene a sua volta divisa in una faccetta anteriore ed una faccetta mediale.
Nelle strutture del tarso posteriore, l'astragalo è un osso particolare sotto tre punti di vista. Innanzitutto, situato alla sommità del tarso posteriore, è un osso ripartitore del peso del corpo e delle sollecitazioni sull'insieme del piede.

I carichi del corpo in compressione, trasmessi all’astragalo attraverso la pinza bimalleolare, vengono distribuiti in tre direzioni; 1) posteriormente, al tallone, attraverso l'articolazione astragalo-calcaneale posteriore (superficie talamica dell'astragalo); 2) antero- mediale, in direzione dell'arco interno della volta plantare, attraverso l'articolazione astragalo-scafoidea; 3) antero- laterale, in direzione dell'arco esterno della volta plantare, attraverso l'articolazione astragalo-calcaneale anteriore. E’ indicativa come immagine, quella proposta da Paparella Treccia, che raffigura l’astragalo come un vigile a cavallo del calcagno che smista il “traffico” dei carichi in base alle necessità del momento.
Tutti i muscoli che vengono dalla gamba passano, con i loro tendini, a ponte, senza nessuna inserzione muscolare diretta: per tale motivo è stato soprannominato “osso ingabbiato “ (Kapandji 1996 ).
L’astragalo presenta una notevole quantità di superficie articolari con relative inserzioni capsulo-legamentose.Non possedendo alcuna inserzione muscolare, l'astragalo è nutrito unicamente attraverso i vasi che vi arrivano dalle inserzioni legamentose, cioè un apporto arterioso appena sufficiente in condizioni normali. In caso di frattura del collo dell'astragalo, soprattutto con lussazione del corpo dell'osso, il suo trofismo può essere irrimediabilmente compromessa. Ciò può comportare una pseudo-artrosi del collo o, peggio ancora, una necrosi asettica del corpo dell'osso.

Calcagno

È un osso breve collocato sotto l'astra­galo e presenta sei facce. La faccia superiore (fig. 6) presenta le superfici articolari, una antero-mediale e l’altra postero-laterale, che metteranno in connessione questo osso con l'astragalo, il quale corrisponde perfettamente sia per quanto riguarda le faccette articolari sia per il solco del calcagno che, opponendosi formano il già menzionato seno del tarso. La superficie articolare antero-mediale presenta una conformazione con un’alta variabilità individuale: normalmente si riscontra una sola articolazione, mentre, in alcuni casi è strutturata come due distinte articolazioni. Nel caso che l’articolazione antero-mediale duplice, si avrà che le superfice di contatto tra calcagno e astragalo saranno suddivise in una anteriore, una mediale e una posteriore.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 006 osce spine center fig. 6 – calcagno visione supero-mediale
CAVIGLIA PIEDE OSSA 007 osce spine center fig. 7 – calcagno visione posteriore

La faccia inferio­re del calcagno, irregolare, presenta due tubercoli, mediale e laterale, dove si inserisce l’aponeurosi plantare. La faccia posteriore è inclinata e corrisponde alla sporgenza del tallone. In basso è rugosa (tuberosità posteriore) e dà inserzione al tendine calcaneale o Achilleo; in alto è liscia ed è separata dal tendine mediante una borsa sinoviale (fig. 7).

Sulla faccia laterale si nota, all'unione del terzo anteriore con il terzo medio, il processo trocleare, al di sopra edal di sotto del quale si trovano due solchi destinati al passaggio dei tendini dei muscoli peronieri laterali. La faccia mediale è caratterizzata dalla presenza di una lunga doccia calcaneale mediale in cui decorrono tendini, vasi e nervi che, dalla faccia posteriore della gamba, si portano alla pianta del piede. Essa è delimitata in dietro dal tuber­colo mediale del calcagno, in avanti da un robusto capitello detto sustentaculum tali, perché su di esso poggia la porzione mediale dell'astragalo. La base del sustentaculum è scavata da un solco destinato al passaggio del tendine del muscolo flessore lungo dell'alluce.
La faccia anteriore presenta una superficie articolare concava vertical­mente e convessa trasversalmente, conformata in modo da articolarsi a sella con la superficie omologa del cuboide.

Cuboide

È un osso irregolarmente cubico, situato nella parte esterna del piede, da­vanti al calcagno, lateralmente allo scafoide ed al 3° cuneiforme, dietro al 4° ed al 5° metatarsale (fig. 8). La sua faccia superiore è rugosa e non articolare; quella plantare presenta una marcata cresta per l'attacco del legamento plantare lun­go e termina con una grossa sporgenza, la tuberosità del cuboide. La faccia laterale è ristretta e concava per il passaggio del tendine del peroniero lungo; quella mediale è più estesa e presenta una faccetta articolare per il 3° cunei­forme. La superficie posteriore del cuboide è completamente articolare e corri­sponde all'omologa faccia del calcagno. La superficie anteriore è pure artico­lare ed è ripartita in due faccette, mediale e laterale, che si articolano con le basi del 4° e del 5° osso metatarsale.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 008 osce spine center fig. 8 – cuboide visione supero-laterale

Scafoide o navicolare

E’ un osso a forma di navicella, dal quale deriva il nome, posto davanti alla testa dell'astragalo, die­tro alla fila dei tre cuneiformi, medialmente al cuboide (fig. 9).
Vi si considerano 4 facce (anteriore, posteriore, dorsale e plantare) e due estremità (mediale e laterale).
La faccia posteriore presenta una cavità glenoidea ricoperta completamente di cartilagine, atta ad accogliere la testa dell'astragalo senza ricoprirla completamente. Il grado di concavità è variabile; in alcuni casi può essere completamente piatta.

La faccia anteriore, di conformazione reniforme con concavità plantare, presenta 2 lievi creste dividono questa area in tre faccette articolari piane per i tre cuneiformi (fig. 10). Queste superfici articolari presentano una forma vagamente triangolare a base dorsale. La faccia plantare è irregolare e presenta spesso una prominenza ossea chiamata “becco dello scafoide. Alcuni ricercatori considerano questa prominenza come la fusione di un os cuboidale secondario.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 010 osce spine center fig. 10 – scafoide visione faccia posteriore e anteriore

La faccia dorsale di forma convessa prevede , come quella plantare, le inserzioni di diverse strutture capsulo-legamentose fondamentali per la stabilità.
L’estremità laterale è convessa e presenta due distinti segmenti: il superiore per l’inserzione della componente mediale del legamento biforcato o legamento calcaneoscafoideo laterale; l’inferiore più piccolo, presenta una incostante superficie articolare per il cuboide in continuità con la superficie articolare per il cuneiforme laterale.
L’estremità mediale è caratterizzata da un grosso processo, la tuberosità dello scafoide, su cui si inserisce il tendine principale del muscolo tibiale posteriore. Le dimensioni di questa prominenza ossea sono variabili.

A questo livello possono esserci presenti delle strutture ossee accessorie, come in altre parti delle ossa del piede, considerate come normali varianti anatomo- radiografiche.
Al margine posteriore della tuberosità scafoidea possono essere presenti occasionalmente dal 4% al 21% della popolazione, delle ossicine sovrannumerarie chiamate ossa navicolari.

Le ossa navicolari accessorie sono state classificate, in base alla loro forma e localizzazione, in tre tipi: il tipo I, è un sesamoide di 2-3 mm di grandezza incluso nel tendine del tibiale posteriore, per questo viene definito anche “os tibiale esterno”, raccoglie in modo approssimativo il 30% delle ossa accessorie dello scafoide; il tipo II è un centro di ossificazione ossea secondario di circa 9x12 mm, definito anche “prehallux”, conta circa il 50-60% delle ossa accessorie dello scafoide, è connesso alla tuberosità navicolare attraverso fibrocartilagine o cartilagine ialina, questo tipo di alterazione può essere sintomatico con interessamento frequente del tendine del tibiale posteriore; il tipo III è un prominenza della tuberosità scafoidea ed è considerate una variante fusa del tipo II.

Cuneiformi

CAVIGLIA PIEDE OSSA 011 osce spine center fig. 11 – ossa cuneiformi

Sono tre ossa a forma di prismi triangolari. Si distinguono in I o mediale, II o medio e III o laterale e, nel piede articolato, si dispongono in serie (fig. 11). Quel­lo mediale si pone con la base volta verso la faccia plantare del piede, l'inter­medio ed il laterale hanno la base volta dorsalmente. Lungo il loro perimetro sono collocate varie faccette articolari piane destinate all'articolazione con il cuboide, con lo scafoide e con le prime quattro ossa metatarsali.
Il I cuneiforme (mediale) è il più voluminoso; si articola in avanti con il I metatarso e medialmente con il II cuneiforme ed il II metatarso.
Il II cuneiforme si distingue dagli altri due perché più breve; si articola ai lati con i suoi omologhi, in basso ed in avanti con il II metatarso.
Il III cuneiforme appoggia in fuori sul cuboide, con il quale si articola mediante una faccetta ovalare. La sua superficie mediale presenta una faccetta articolare per il II cuneiforme ed una per il II metatarso; anterior­mente prende contatto con la base del III metatarso.

Ossa del metatarso

Sono cinque piccole ossa lunghe, poste tra la serie distale delle ossa tarsali e la serie delle falangi prossimali (fig. 12).In ciascuno di essi si descrivono un corpo e due estremità, quella prossimale è definita base e quella distale testa (fig. 13). II corpo è di forma prismatica triangolare, con base dorsale e descrive una curva a conca­vità inferiore. Le estremità prossimali o basi sono dotate di faccette piane, destinate ad articolarsi con le ossa della seconda serie tarsale (articolazioni tarsometatarsali) e con le ossa metatarsali vicine (articolazioni intermetatar­sali). Le estremità distali sono arrotondate presentano superfici articolari convesse, a guisa di piccoli condili, accolte nelle cavità glenoidee delle falangi prossimali.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 012 osce spine center fig. 12 – ossa metatarsi

Il I metatarso è il più corto ed il più robusto. La sua estremità prossi­male presenta una sola faccetta articolare per il I cuneiforme. Nella superfi­cie plantare si trova una cresta per l'inserzione del tendine del peroniero lun­go. Ai lati della cresta corrono due depressioni in cui si pongono le due sesamoidi dei tendini del muscolo flessore breve dell'alluce. All'angolo infero­laterale della base si trova un tubercolo appiattito dove prende inserzione il tendine del muscolo peroniero lungo; è la tuberosità del I metatarso.
Il II metatarso possiede una estremità prossimale incastrata fra i tre cu­neiformi, il I ed il III metatarsale.
Il III metatarso si articola con la sua estremità prossimale con III cunei­forme mentre, lateralmente e medialmente, si congiunge con il IV ed il II me­tatarso rispettivamente.
Il IV metatarso si distingue per la superficie quadrilatera della sua estre­mità prossimale, la quale si articola con il cuboide. Medialmente, la stessa estremità si articola con il III metatarsale ed il III cuneiforme, mentre, lateral­mente, si pone in giunzione con il V metatarso.
L’estremità prossimale del V metatarso, il più sottile, presen­ta un rilievo, definito tuberosità, che dà inserzione al tendine del muscolo peroniero breve ed una superficie articolare larga ed ovale per il cu­boide. Medialmente, una faccetta articolare a forma di triangolo, lo connette al IV metatarso.

Le modalità di ossificazione delle ossa metatarsali sono analo­ghe a quelle delle ossa del metacarpo. Un punto primitivo per il corpo e per l'estremità prossimale compare al 3° mese embrionale. Un punto secondario si forma tra il 2° ed il 4° anno in corrispondenza dell'estremità distale e si fonde con la restante parte dell'osso dopo il 16° anno.

Sesamoidi

CAVIGLIA PIEDE OSSA 013 osce spine center fig. 13 – sesamoidi visione coronale RMN CAVIGLIA PIEDE OSSA 014 osce spine centerfig. 14 – sesamoide visione assiale RMN

Le ossa sesamoidi (fig. 13, 14, 15) dell’alluce sono due formazioni ossee collocate sulla faccia plantare della testa del I metatarso inserite nei tendini del flessore breve dell’alluce.

Anatomicamente e funzionalmente sono assimilabili alla rotula del ginocchio. La superficie dorsale e ricoperta da cartilagine articolare. La faccia plantare della testa del I metatarso presenta un cresta che delinea un solco ricoperto di cartilagine dove scorrono i due sesamoidi.
I sesamoidi sono mantenuti in connessione tra di loro tramite uno spesso legamento intersesamoide e con la falange prossimale tramite il legamento sesamoide- falange.
I sesamoidi sviluppano una duplice funzione: vantaggio meccanico per la flessione dell’alluce, protezione dei tendini del flessore breve dell’alluce . Possono essere sede di artriti (sesamoiditi) e fratture.

CAVIGLIA PIEDE OSSA 015 osce spine centerfig. 15 – sesamoidi visione sagittale RMN

FALANGI

Sono piccole ossa lunghe, omologhe, per numero e forma, a quelle corri­spondenti della mano, ma assai meno sviluppate. Vanno decrescendo di volu­me dal I al V dito e di lunghezza dal II al V. Ciascun dito, pertanto, eccetto il I (alluce) dotato di due sole falangi, possiede tre falangi, designate come prossimale, media e distale o I, II e III (fig. 16). Le falangi digitali del piede, come quelle della mano, si for­mano da un punto primitivo per il corpo e l'estremità distale e da un punto secondario per l'estremità prossimale. Essi compaiono rispettivamente tra il 2° ed il 4° mese fetale e fra il 3° ed il 4° anno dopo la nascita. L'ossificazione. delle falangi prossimali è più precoce di quella delle falangi intermedie e di­stali. L'unione delle parti secondarie con quelle primarie ha luogo dopo il 15° anno.


CAVIGLIA PIEDE OSSA 017 osce spine center Filmato ossa piede caviglia (parte 1)
CAVIGLIA PIEDE OSSA 018 osce spine center Filmato piede caviglia (parte 2)