MUSCOLI DEL GINOCCHIO

I muscoli del ginocchio, per comodità, sono didatticamente suddivisi in base all’azione sviluppata sulla tibia, immaginando di mantenere il femore flesso; in realtà, l’articolazione del ginocchio è chiamata in cau- sa maggiormente, nella gestualità quotidiana, tenendo flessa la tibia e muovendo di conseguenza il femore.
Nella gestualità del ginocchio che si sviluppa in catena cinetica aperta è prettamente la tibia che si muove, in catena cinetica chiusa, con carico gravitazionale, invece è il femore a muoversi. Anche in questo testo per l’esposizione della funzione muscolare, faremo riferimento soprattutto al movimento della tibia rispetto al femore. In base all’azione si possono suddividere i muscoli che agiscono sul ginocchio in:
– estensori;
– flessori;
– intrarotatori;
– extrarotatori.

Questa suddivisione però non è netta, perché alcuni muscoli possono presentare una duplice funzione, funzione a volte schematicamente antitetica.

MUSCOLI ESTENSORI

L’estensione del ginocchio è soprattutto a carico del quadricipite, ma coadiuvano a questo movimento come co-attivatori gli ischiocrurali (IC) insieme ai gemelli, che classicamente vengono inseriti nel gruppo dei flessori.
Gli IC coadiuvano all’estensione del ginocchio non solo in CCC ma anche in CCA. Alcuni lavori hanno evidenziato un’attivazione elettromiogra a degli IC durante l’estensione del ginocchio in isocinesi e nell’atto del calciare ( flessione dell’anca ed estensione del ginocchio). Quest’ultimo tipo di lavoro eccentrico degli ischiocrurali, riportato da Müller (1986) come “paradosso di Tschaidse”, è direttamente proporzionale alla velocità di estensione del ginocchio. Ciò rappresenta, probabilmente, una difesa riflessa contro un eccessivo scivolamento anteriore del piatto tibiale, scivolamento legato all’azione del quadricipite.
Le inserzioni del bicipite e del semimembranoso sono più prossimali all’articolazione femoro-tibiale, e di conseguenza al fulcro di movimento, rispetto al tendine rotuleo. L’azione di questi muscoli flessori di ginocchio non può considerarsi antagonista degli estensori, va bensì considerata come “coattivatrice” perché coadiuva alla trasformazione dell’azione traslatoria del quadricipite in azione rotatoria. Se l’inserzione dei due gruppi muscolari fosse allo stesso livello della tibia, le due forze tenderebbero ad annullarsi, ma essendo sfalsate, l’azione dei flessori sopra menzionati, collabora a stabilizzare il fulcro di rotazione tibiale e quindi a coadiuvare alla funzione del legamento crociato anteriore, durante l’estensione del ginocchio.

I muscoli gemelli, mediale e laterale, pur essendo classicamente descritti come estensori della caviglia, hanno un ruolo importante anche nel ginocchio: rinforzano il piano capsulo-legamentoso posteriore, i gusci condiloidei ed il LCP; tutte queste formazioni costituiscono un appoggio posteriore molto solido su cui si scarica la potenza del quadricipite. L’inserzione femorale dei gemelli crea una forza obliqua in dietro, in basso ed in dentro. Questa forza ha due componenti: una verticale di coaptazione femoro-tibiale ed una orizzontale, che attira i condili posteriormente, determinando in sinergia con gli ischiocrurali e il quadricipite l’estensione del ginocchio in catena cinetica chiusa.

QUADRICIPITE

Il quadricipite è un potente muscolo la cui superficie di sezione fisiologica è di circa 148 cm2 che, con una corsa di 8 cm, gli conferiscono una potenza di lavoro di 42 kgm. Il nome di questo muscolo deriva dalla composizione di 4 ventri muscolari .

Il quadricipite o più correttamente pentacipite, è un voluminoso muscolo situato nella loggia anteriore della coscia; è costituito, come indica il suo nome, da quattro ventri muscolari anche se recentemente è stato evidenziato un quinto capo muscolare denominato tensore del vasto intermedio (TVI) (Grob et al. 2016). Dei cinque ventri, due sono periferici, il vasto mediale (VM) ed il vasto laterale (VL), e tre sono mediani, il vasto intermedio (VI) ed il retto femorale (RF) più in superficie (fig. 1a, 1b ).

MUSCOLI GINOCCHIO 001 osce spine center fig. 1a – Reperto anatomico, in evidenza il muscolo quadricipite.
MUSCOLI GINOCCHIO 002 osce spine center fig. 1b – Schema della disposizione dei 4 ventri muscolari del quadricipite e delle fibre più orizzontali del vasto mediale (VMO-vasto mediale obliquo).
MUSCOLI GINOCCHIO 003 osce spine center fig. 2a – reperto anatomico del retto femorale prossimale con i tre tendini inserzionali
MUSCOLI GINOCCHIO 004 osce spine center fig. 2b – aree di inserzione iliaca del retto femorale.

Il RF, l’unico muscolo biarticolare del quadricipite, si inserisce prossimalmente con tre tendini distinti: 1) diretto sulla spina iliaca antero- inferiore: 2) riflesso, appiattito, sulla parte posteriore della doccia sopracotiloidea; 3) ricorrente, aderente alla faccia anteriore della capsula coxo-femorale (fig. 2a, 2b). Questi tre tendini si fondono in una lama aponeurotica da cui originano le fibre muscolari.

Dopo un tragitto obliquo in basso e in dietro terminano sulla faccia anteriore di una aponeurosi che si inserisce sulla parte anteriore della base della rotula. Tale aponeurosi costituisce uno degli elementi del tendine quadricipitale.

Il VL origina prossimalmente dalla cresta laterale della linea aspra e dal gran trocantere (fig. 3). Le fibre muscolari, oblique in basso, in dentro e in avanti, ricoprono la parte laterale del crurale e terminano sulla faccia anteriore di una lamina aponeurotica.

Questa lamina costituisce la parte laterale del tendine quadricipitale che si inserisce sul margine laterale e sulla base della rotula. Il VL, oltre all’inserzione prossimale e distale, presenta delle connessioni con il setto intermuscolare laterale della coscia, la bendelletta ileo tibiale e il retto femorale.

MUSCOLI GINOCCHIO 005 osce spine center fig. 3 – Area d’inserzione prossimale del vasto laterale

MUSCOLI GINOCCHIO 006 osce spine center fig. 4 – Area d’inserzione prossimale del vasto mediale

Il VM meno voluminoso del suo omologo laterale, ricopre la parte mediale del vasto intermedio. La sua inserzione prossimale avviene per mezzo di fibre aponeurotiche sulla cresta mediale della linea aspra. Le fibre muscolari, oblique in basso, in avanti e leggermente in fuori, terminano sulle due facce di una lama aponeurotica che costituisce la parte mediale del tendine quadricipitale (fig. 4).
Lieb e Perry (1968) hanno diviso il vasto mediale in due capi ben distinti a seconda dell’orientamento delle fibre muscolari in rapporto alla verticale: il vasto mediale degli Autori classici, con fibre che formano un angolo di 15°-18° con la verticale ed il vasto mediale obliquo (VMO), le cui fibre formano un angolo di 50°-55° in rapporto alla verticale. Quest’ultimo è più orizzontale, discende più in basso rispetto agli altri ventri muscolari del quadricipite e s’inserisce sul margine superiore e mediale della rotula. Questi due muscoli, talvolta separati da un sepimento fibroso, possono avere, per alcuni Autori, innervazione distinta. Altri Autori, eseguendo la dissezione di 374 cadaveri e studiando la conformazione anatomica del VM, confermano la divisione di questo muscolo nel VMO e VML (vasto mediale lungo), ma solo per la direzione delle fibre e non per una fascia aponeurotica e tantomeno per una innervazione distinte..

Il VI o crurale si inserisce sui due terzi prossimali della faccia anteriore e laterale della diafisi femorale. Le fibre muscolari, verticali o oblique, in basso e in dentro, a seconda del loro sito di inserzione superiore, si dirigono verso il tendine quadricipitale. Il ventre muscolare termina con un’aponeurosi che costituisce la parte posteriore del tendine quadricipitale e che si inserisce sulla parte posteriore del margine superiore della rotula (fig. 5).
Il TVI si inserisce monte sugli strati fasciali del vasto intermedio e a valle con un componente tendinea che si fonde con il tendine quadricipitale (fig. 6 ).

MUSCOLI GINOCCHIO 007 osce spine center fig. 5 – Area d’inserzione prossimale del vasto intermedio
MUSCOLI GINOCCHIO 008 osce spine center fig. 6 – schema della collocazione del tensore vasto intermedio

MUSCOLI GINOCCHIO 009 osce spine center fig. 7 – strato superficiale del tendine quadricipitale: a) sezione sagittale di reperto anatomico; b) taglio sagittale RMN. Sono stati messi in evidenza gli strati profondi del tendine quadricipi- tale (freccia bianca), strato superficiale (freccie blu) e il tendine rotuleo.

Il tendine quadricipitale è il tendine terminale dei quattro ventri del quadricipite ed è suddiviso in tre piani:
– piano profondo, costituito dalle bre tendinee del vasto intermedio, si inserisce sul bordo posteriore del margine superiore della rotula;
– piano intermedio, formato dalla terminazione dei vasti mediale e laterale che, unendosi sulla linea mediana, formano un tendine comune che si inserisce sulla base della rotula, fra tendine dell’intermedio in dietro, e retto femorale in avanti. Questo tendine terminale emette delle espansioni aponeurotiche laterali che vanno ad inserirsi sull’estremità prossimale della tibia;
– piano superficiale, formato dalla terminazione del retto femorale, le cui fibre più profonde si inseriscono sulla parte anteriore della base della rotula, le più superficiali passano davanti alla rotula, aderendo alla sua faccia anteriore, per confondersi, infine, con quelle del tendine rotuleo (fig. 7).

La lunghezza del tendine quadricipitale non sembra essere strettamente correlato alla struttura corporea, misura circa 50 mm nei maschi e 49 mm nelle femmine, con uno spessore di 8 mm per i maschi e 7 mm per le femmine.

l quadricipite è tre volte più potente dei flessori e ciò si spiega facilmente in quanto la sua azione si svolge soprattutto contro gravità. Quando il ginocchio è in estensione completa l’azione del quadricipite non è necessaria per mantenere la stazione eretta; ma dal momento in cui ha inizio la flessione, il quadricipite deve intervenire molto energicamente per impedire la brusca flessione del ginocchio e quindi la caduta del soggetto..

 

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Il retto anteriore non rappresenta che un quinto della forza totale del quadricipite, tuttavia il fatto che sia l’unico ventre biarticolare gli conferisce un ruolo particolare.
Dal momento che decorre anteriormente l’asse di flesso-estensione dell’anca e del ginocchio è allo stesso tempo flessore dell’anca ed estensore del ginocchio, ma la sua efficacia in qualità di estensore del ginocchio dipende dalla posizione dell’anca e, inversamente, il suo ruolo di flessore dell’anca è subordinato alla posizione del ginocchio. Nell’esecuzione del passo, nella fase di appoggio unilaterale, quando si sposta in avanti l’arto oscillante, il retto anteriore si contrae per realizzare contemporaneamente la flessione dell’anca e l’estensione del ginocchio. Si può dunque notare come il retto anteriore, essendo un muscolo bi-articolare, sia utile nelle due fasi del passo: durante la spinta propulsiva dell’arto posteriore e durante il richiamo in avanti dell’arto oscillante.
Per il ruolo di stabilizzatore dell’articolazione dell’anca, sviluppato del retto femorale, si rimanda al capitolo dell’Anca.

Vascolarizzazione: il quadricipite è irrorato da un ramo dell’arteria femorale profonda che fornisce tre arterie collaterali: del crurale e del vasto laterale; del vasto mediale; del retto anteriore.
Innervazione: il nervo del quadricipite, branca terminale del nervo femorale (crurale), produce quattro rami distinti per ogni ventre muscolare. Azione: estende il ginocchio e secondariamente, tramite il retto femorale flette l’anca e/o antiverte l’iliaco.

MUSCOLO ARTICOLARE DEL GINOCCHIO

MUSCOLI GINOCCHIO 011 osce spine center fig. 8c – immagine riportante la collocazione del muscolo articolare del ginocchio sul piano frontale
MUSCOLI GINOCCHIO 012 osce spine centerfig. 8c – immagine riportante la collocazione del muscolo articolare del ginocchio sul piano sagittale

Questo è un piccolo muscolo facente parte del compartimento anteriore del ginocchio. Solitamente nascosto dal vasto intermedio(fig. 8c), da cui deriva con un numero variabile di fasci muscolari che originano dalla superficie anteriore della parte distale della diafisi femorale, per poi portarsi inferiormente ad inserirsi sulla porzione più prossimale della capsula sinoviale dell’articolazione del ginocchio.

Innervazione: essendo composto di fasci derivati dal muscolo vasto intermedio, ne condivide l’innervazione: ed è infatti innervato da nervo femoralel.

Funzione: il muscolo geno articolare tende la capsula sinoviale superiormente durante l’estensione della gamba in modo tale da prevenire la compressione delle pieghe che, formatesi, verrebbero compresse tra il femore e la patella.

Il ginocchio presenta diverse borse di scorrimento tendinee (fig. 8a) che normalmente non si evidenziano; ma, dopo traumi diretti o flogosi si apprezzano ad occhio nudo o mediante valutazione strumentale (fig. 8b). Anteriormente alla rotula sono state descritte tre borse: subcutanea, sottofasciale e sottoaponeurotica.

MUSCOLI GINOCCHIO 013 osce spine center fig. 8a – schema della collocazione delle borse di scorrimento tendineo del ginocchio
MUSCOLI GINOCCHIO 014 osce spine center fig. 8b – taglio sagittale RMN dove si evidenzia (frecce rosse) una voluminosa borsa prerotulea e una infrarotulea profonda

MUSCOLI FLESSORI

MUSCOLI GINOCCHIO 016 osce spine centerfig. 9 – muscoli posteriori della coscia

I flessori del ginocchio sono contenuti nella loggia posteriore della coscia. Sono gli ischiocrurali o ischio-peroneo- tibiali oppure hamstring: bicipite femorale, semimembranoso, gracile, sartorio e semitendinoso, questi ultimi tre per la loro inserzione distale sono definiti come i muscoli della zampa d’oca (fig. 9).

Tutti questi muscoli sono bi-articolari eccetto due: il capo breve del bicipite ed il popliteo, che sono monoarticolari. L’azione dei flessori bi-articolari del ginocchio, sviluppando anche una azione sull’anca, dipende dalla posizione dell’anca stessa.

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BICIPITE FEMORALE

Occupa le regioni posteriore e laterale della coscia, posteriormente è in rapporto in alto con il muscolo grande gluteo e quindi con la fascia femorale; anteriormente corrisponde ai muscoli grande adduttore, semimembranoso e vasto laterale. In basso costituisce il limite supero-esterno della fossa poplitea.

Inserzione prossimale: 1) capo lungo – porzione superiore della tuberosità ischiatica; capo breve – terzo medio del labbro laterale della linea aspra del femore e setto intermuscolare laterale (fig. 10a).

Inserzione distale: i due capi convergono in un tendine comune che va a inserirsi sulla testa della fibula (fig. 10b) e sulle parti contigue della fascia della gamba terminando dietro al tubercolo di Gerdy; qualche fibra raggiunge il margine posteriore della bendelletta di Maissiat.

Innervazione: nervo tibiale (capo lungo) e dal nervo peroniero (capo breve) (L4-S1).

Vascolarizzazione : arterie glutea inferore e femorale circonflessa mediale.
Azione: il bicipite femorale, col suo capo lungo,agisce come estensore dell’anca o retroversore del bacino; entrambe i capi flettono la gamba; ha inoltre un’azione di extrarotazione della gamba a ginocchio flesso. A ginocchio esteso ha un effetto antivaro; inoltre, rinforza il piano capsulare esterno nella sua parte media, col contributo del suo fascio terminale anteriore. Infine, si oppone alle forze sviluppate dal quadricipite che sollecitano la tibia in cassetto anteriore. In tal modo, svolge un’azione di protezione nei confronti del LCA.

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MUSCOLI GINOCCHIO 017 osce spine center fig. 10a – inserzione prossimale del capo lungo e capo breve del bicipite femoraleMUSCOLI GINOCCHIO 018 osce spine center fig. 10a – inserzione distale principale del bicipite femorale

SEMIMEMBRANOSO

Muscolo posteriore della coscia, situato profondamente al muscolo semitendinoso, è così detto perché costituito, nel suo terzo superiore, da una larga lamina tendinea. Superficialmente corrisponde ai muscoli grande gluteo, semitendinoso e al capo lungo del bicipite; anteriormente è in rapporto con il grande adduttore (fig. 11a).
Inserzione prossimale: tuberosità ischiatica, legamento sacrotuberoso (fig. 11b).
Inserzione distale: discende verticalmente fino all’altezza dell’interlinea articolare del ginocchio, dove il suo tendine si divide in 5 fasci di cui: uno discendente va a terminare sulla parte posteriore del condilo mediale della tibia; ricorrente risale posteriormente verso il condilo laterale del femore formando il legamento popliteo obliquo dell’articolazione del ginocchio; uno anteriore (o tendine riflesso) termina sulla porzione anteriore del condilo mediale della tibia; inserzione sul corno posteriore del menisco mediale; inserzione sulla fascia aponeurotica del popliteo (fig.11c).
Innervazione: nervo tibiale (L4-S1).
Vascolarizzazione: arteria femorale e arteria glutea inferiore.
Azione: flette e intraruota la gamba, estende ed extraruota la coscia, retroverte l’iliaco

MUSCOLI GINOCCHIO 020 osce spine center fig. 11a – muscolo semimembranoso
MUSCOLI GINOCCHIO 021 osce spine center fig. 11b – inserzioni principali prossimali e distali del muscolo semimembranoso
MUSCOLI GINOCCHIO 022 osce spine center fig. 11c – rappresentazione schematica dell’inserzione del semimembranoso: 1) tendine riflesso; 2) tendine diretto; 3) fasci accessori per il popliteo; 4) legamento posteriore obliquo (POL); 5) fasci accessori per incisura intercondilica

SEMITENDINOSO

MUSCOLI GINOCCHIO 023 osce spine center fig. 12a – muscolo semitendinoso rapporti anatomici
MUSCOLI GINOCCHIO 024 osce spine center fig. 12b – inserzione distale sulla metafisica mediale della tibia del semitendinoso, gracile e sartorio

Muscolo situato superficialmente nella parte postero-mediale della coscia (12a); è carnoso nella porzione superiore, tendineo in quella inferiore. Posteriormente è in rapporto, in alto, con il muscolo grande gluteo e quindi con la fascia femorale; anteriormente corrisponde ai muscoli grande adduttore e semimembranoso. Insieme al tendine del muscolo semimembranoso costituisce il limite supero-interno della fossa poplitea.
Inserzione prossimale: tuberosità ischiatica.

Inserzione distale: discende verticalmente fino alla porzione media della coscia, dove continua in un lungo tendine che concorre alla costituzione della zampa d’oca, inserendosi nella parte superiore della faccia mediale (metafisica) della tibia (fig. 12b, fig. 12c). Un componete fasciale connette distalmente questa muscolo alla fascia crurale.
Innervazione: nervo tibiale (L4-S1).
Vascolarizzazione: arteria femorale circonflessa mediale.
Azione: flette e intraruota la gamba, estende la coscia e partecipa alla sua intrarotazione, retroverte il bacino.

GRACILE

Muscolo appiattito e nastriforme, occupa il lato mediale della coscia (fig. 13). Inserzione prossimale: origina dalla faccia anteriore della branca ischiopubica, nei pressi della sinfisi Inserzione distale: discende verticalmente per inserirsi nella parte superiore della faccia mediale della tibia, il suo tendine d’inserzione concorre a formare la zampa d’oca (fig. 12c) assieme ai tendini dei muscoli sartorio e semitendinoso. Superficialmente il muscolo gracile è ricoperto dalla fascia femora­le mentre, profondamente, corrisponde ai mu­scoli adduttori grande e lungo, al condilo me­diale del femorale e al condilo mediale della ti­bia. Innervazione: nervo otturatorio (L2-L4). Azione: il gracile è soprattutto adduttore sia d’anca che di ginocchio, in via accessoria flessore dell’anca, oltre che flessore di tibia. Con la sua azione adduce la coscia, flette e ruota medialmente la gamba.

MUSCOLI GINOCCHIO 025 osce spine center fig. 12c – zampa d’oca


SARTORIO

MUSCOLI GINOCCHIO 026 osce spine center fig. 13 – collocazione del muscolo sartorio e gracile all’interno dei muscoli della coscia

Occupa una posizione superficiale e si presenta come un muscolo allungato e nastriforme che attraversa obliquamente la faccia anteriore della coscia, dall’alto in basso e dall’esterno all’interno (fig. 13). Inserzione prossimale: spina iliaca anteriore superiore (SIAS) e parte più alta dell’incisura sottostante. Inserzione distale: attraversata la faccia anteriore della coscia, giunge in basso, sul lato mediale del ginocchio, dove termina inserendosi all’estremità superiore della faccia mediale della metafisi tibiale. L’inserzione avviene tramite un tendine slargato che è comune anche ai muscoli gracile e semitendinoso e prende il nome di zampa d’oca. Il muscolo è contenuto in uno sdoppiamento della fascia femorale. La sua faccia anteriore è superficiale; con quella profonda esso incrocia il muscolo retto del femore e il muscolo ileopsoas, oltre all’arteria femorale di cui il sartorio viene considerato il muscolo satellite. Incrociando il muscolo adduttore lungo, chiude in basso il triangolo femorale (di Scarpa). Prima di raggiungere la regione del ginocchio il sartorio ricopre il canale degli adduttori. Innervazione: nervo femorale (L2-L3). Vascolarizzazione: arteria femorale profonda. Azione: flette la gamba sulla coscia (può anche intra-ruotare la tibia sul femore) e la coscia sul bacino, abduce e extra-ruota l’anca.Il sartorio è un flessore, abduttore, rotatore esterno dell’anca, oltre che flessore, adduttore e rotatore interno del ginocchio. La sua azione sul piano frontale, portando l’anca in abduzione e il ginocchio in adduzione è esplicativa delle deformazioni in varo del ginocchio.

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ROTATORI

I flessori del ginocchio sono allo stesso tempo anche rotatori quando l’articolazione è flessa. Vengono suddivisi in due gruppi a seconda del loro punto di inserzione sullo scheletro della gamba: quelli che si fissano lateralmente all’asse verticale Y-Y’ di rotazione del ginocchio (fig. 14), cioè il bicipite e la BIT sono rotatori esterni. Durante la contrazione tirano posteriormente la parte esterna del piatto tibiale determinando un’extrarotazione della tibia, in tal modo la punta del piede si dirige maggiormente in fuori. Questi muscoli presentano un’azione di flessore-extrarotatore solo quando il ginocchio è flesso; con l’articolazione completamente estesa perdono la loro azione rotatoria e stabilizzano il ginocchio in estensione.
Il capo breve del bicipite è il solo muscolo rotatore esterno monoarticolare; la posizione dell’anca non ha dunque alcuna ripercussione sulla sua azione.
I muscoli del ginocchio che prendono inserzione sulla tibia medialmente all’asse verticale Y-Y’ di rotazione del ginocchio, cioè il sartorio, il semitendinoso, semimembranoso, gracile e popliteo, sono i rotatori interni. Questi muscoli quando contraendosi spostano posteriormente la parte mediale del piatto tibiale, determinano una rotazione interna in modo tale che la punta del piede si dirige verso l’interno. Hanno il ruolo di freno della rotazione esterna quando il ginocchio è flesso. Proteggono inoltre gli elementi capsulo-legamentosi quando vengono violentemente sollecitati durante una brusca rotazione del tronco verso il lato opposto all’arto su cui si è in appoggio monopodalico.

MUSCOLI GINOCCHIO 029 osce spine center fig. 14 – suddivisione dei muscoli rotatori di ginocchio

POPLITEO

MUSCOLI GINOCCHIO 030 osce spine center fig. 15a – muscolo popliteo
MUSCOLI GINOCCHIO 031 osce spine centerfig. 15b – inserzione tibiale del muscolo popliteo

Il popliteo è un muscolo piatto e corto, di forma triangolare, disposto profondamente sulla faccia posteriore della metafisi ed epifisi tibiale prossimale (fig. 15a). Tale area è limitata in basso, dalla cresta del muscolo soleo e in alto dal bordo posteriore dei piatti tibiali da cui è separata, all’interno dall’inserzione del tendine diretto del semimembranoso e all’esterno dalle inserzioni distali del LCP.

La dimensione verticale di questa superficie può raggiungere i 12 cm. Il ventre muscolare ha una forma triangolare a base mediale ed apice supero-laterale. Le fibre carnose hanno un decorso obliquo in alto ed in fuori. È ricoperto, lungo il margine infero-laterale, dal soleo le cui bre più alte possono inserirsi sulla sua fascia superficiale. La metà interna è sottoposta alle espansioni aponeurotiche che prolungano distalmente le fibre dirette del semimembranoso. Nella porzione supero-laterale, le fibre muscolari si frappongono a quelle aponeurotiche che si riuniscono per costituire un tendine unico Inserzione distale: si inserisce sulla faccia posteriore dell’estremità prossimale della tibia (fig. 15b) e con una direzione in alto e laterale penetra nella capsula articolare del ginocchio passando al di sotto dell’ogiva che forma il legamento popliteo arcuato.

Inserzione prossimale: le terminazioni tendinee prossimali del popliteo sono tre, infatti, al tendine principale che si inserisce sull’epicondilo femorale laterale (fig. 15b), si aggiungono una terminazione sulla testa del perone ed una sul menisco esterno.

Queste ultime due sono realizzate da tendini accessori:
1) le fibre popliteo-peroneali o inserzione peroneale;
2) le fibre poplieo-meniscali (fig. 15d).

MUSCOLI GINOCCHIO 032 osce spine center fig. 15c – inserzione femorale del muscolo popliteo
MUSCOLI GINOCCHIO 033 osce spine centerfig. 15d – inserzione meniscale e peroneale del muscolo popliteo

Azione: la sua disposizione anatomica comporta un ruolo di rotatore femorale esterno se la tibia è flessa, in appoggio monopodalico, e di rotatore tibiale interno se l’arto è in sospensione. Il suo ruolo varia col grado di flessione del ginocchio.

All’inizio della flessione (fra 0° e 30°), il popliteo fa ruotare all’esterno il condilo femorale laterale; tra 30° e 60° la sua azione rotatoria diminuisce. Il popliteo è l’unico rotatore interno monoarticolare del ginocchio; la sua azione non è dunque influenzata dalla posizione dell’anca.

MUSCOLI GINOCCHIO 034 osce spine center cliccare sull’immagine per il filmato