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Premio Miglior Tesi Anno Formativo 2024/2025

Premio Miglior Tesi Anno Formativo 2024/2025

La Scuola di Osteopatia OSCE è lieta di annunciare la tesi vincitrice del Premio Miglior Tesi per l'Anno Formativo 2024/2025.

Il riconoscimento è stato assegnato a:

Veronica Andrenacci, Antonio D'Alessandro, Francesca Pozzati, Doris Romeo e Michela Venturi

per il lavoro dal titolo:

"Test di flessione in piedi: valutazione della riproducibilità palpatoria prima e dopo training specifico e relazione con la flessibilità degli ischiocrurali"

Relatore: Dott. Saverio Colonna

Obiettivi dello studio
Il Test di Flessione in Piedi (TFE) è uno dei test più utilizzati nella pratica osteopatica per la valutazione della mobilità del bacino e dell'articolazione sacroiliaca. Nonostante il suo ampio utilizzo in ambito clinico e didattico, la letteratura scientifica evidenzia alcune criticità legate alla standardizzazione del test, all'affidabilità della palpazione delle Spine Iliache Postero-Superiori (SIPS) e alla riproducibilità dei risultati tra operatori diversi.

Lo studio si è posto tre obiettivi principali:

  • valutare se un training palpatorio strutturato possa migliorare la riproducibilità intra- e inter-operatore nell'identificazione delle SIPS durante il Test di Flessione in Piedi;
  • indagare la possibile relazione tra la mobilità degli iliaci e la flessibilità dei muscoli ischiocrurali;
  • verificare se una diversa sequenza di esecuzione del test possa influenzarne la riproducibilità e l'affidabilità.

Materiali e metodi
Il progetto di ricerca è stato sviluppato da un gruppo di cinque studenti del quinto anno della Scuola di Osteopatia OSCE di Bologna.

Lo studio ha coinvolto un campione di giovani adulti asintomatici, costituito da 40 partecipanti nella prima fase e 48 partecipanti nella seconda. Dopo una fase iniziale di uniformazione delle procedure di valutazione, il gruppo di ricerca ha svolto un training palpatorio intensivo della durata di 25 ore, finalizzato a migliorare la capacità di identificazione dei punti di repere anatomici e a ridurre la variabilità tra operatori.

I partecipanti sono stati sottoposti a tre sessioni di valutazione (basale, intermedia e finale). L'analisi dei dati è stata effettuata utilizzando il coefficiente Cohen's Kappa per valutare la concordanza intra- e inter-operatore.

Risultati
I risultati hanno evidenziato un netto miglioramento della concordanza tra i valutatori dopo il percorso di addestramento.

Nella fase iniziale dello studio i valori di concordanza risultavano molto bassi, mentre al termine del training sono stati osservati valori significativamente più elevati, suggerendo che la variabilità palpatoria possa essere influenzata dalla formazione specifica dell'operatore.

Per quanto riguarda la relazione tra mobilità pelvica e flessibilità degli ischiocrurali, circa il 25% dei partecipanti presentava un emilato caratterizzato da maggiore rigidità associata a una posizione più caudale della Spina Iliaca Postero-Superiore. Questo dato suggerisce una possibile correlazione tra la differenza di livello delle SIPS e l'aumentata tensione dei tessuti miofasciali laterali.

Conclusioni
Lo studio suggerisce che un training palpatorio strutturato possa migliorare significativamente l'affidabilità della valutazione manuale e contribuire a ridurre la variabilità tra operatori.

I risultati ottenuti evidenziano inoltre l'importanza della formazione pratica nello sviluppo delle competenze palpatorie e aprono interessanti prospettive di ricerca sul rapporto tra mobilità pelvica, tensioni miofasciali e valutazione osteopatica.

Il lavoro propone infine possibili sviluppi futuri, suggerendo l'estensione del protocollo a campioni più ampi e diversificati e l'approfondimento di ulteriori strumenti di valutazione, con l'obiettivo di contribuire alla definizione di standard formativi sempre più condivisi nell'ambito osteopatico.

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